Roma, mezzi pubblici, dove sta la sicurezza da contagio Covid-19? Chi multa il Comune? Ma adesso tornano in forze i controllori…

… per verificare che ogni passeggero abbia pagato il biglietto… “Torna il controllo a bordo. Con 1,50€ stai sereno e paghi meno”. La cosa ha del beffardo. Il messaggio di Atac, l’azienda del trasporto pubblico di Roma, sembra una presa in giro riuscita malissimo. Nella città capitolina, sui mezzi pubblici, dove sta la sicurezza da contagio Covid-19? Una mia recente esperienza su un bus mi ha scatenato la rabbia più assoluta. Passeranno almeno nove mesi prima che io ripeta l’esperimento.

Chi multa il Comune per questa gravissima inosservanza? Se l’amministrazione cittadina vuole multare il cittadino che si trova a bordo di un mezzo pubblico senza biglietto convalidato, prima deve garantire un servizio sicuro in questi tempi di estremo pericolo.

Comunque, in questi giorni tornano a bordo i controllori per multare coloro che non pagano e non hanno il biglietto. Come principio è più che giusto, però mi piacerebbe capire come, in tutta sicurezza, i controllori si faranno largo tra i passeggeri. Eppure negli annunci sul ritorno dei controllori compaiono gli hashtag #StaiSerenoPaghiMeno e #piuRegolepiuSicurezza.

Sicurezza? Dall’esplosione della Pandemia Covid-19, quando mai c’è stata sicurezza sui mezzi pubblici romani? Ci penseranno i controllori a garantirla?

Per non parlare del testo che su Facebook accompagna un video con un’addetta Atac che annuncia il ritorno dei controllori: Dopo la sospensione imposta dalle disposizioni anti Covid, tornano i controlli a bordo dei mezzi Atac. I verificatori seguiranno procedure di sicurezza per la tutela della salute di tutti. Continua ad acquistare e validare il tuo titolo di viaggio.

Purtroppo sui mezzi pubblici romani quelle procedure di sicurezza per la tutela della salute di tutti non sono mai state fatte osservare.

Al posto dei controllori che torneranno in questi giorni, ben prima avrebbero dovuto esserci degli addetti a fermare l’eccesso di viaggiatori in ingresso alle vetture.

Sono mancate più vetture e più corse per assorbire – in totale sicurezza sanitaria – gli utenti, anche nei periodi peggiori, quando si era in zona rossa.

Qui sopra e anche come immagine di copertina per questo mio articolo-commento, ho inserito due mie foto scattate all’interno di un bus numero 87, vettura su cui sono salito alle 10,30 circa dell’11 maggio 2021 dalla fermata Colosseo della Metropolitana (molto più sicura, permettendo distanze interpersonali maggiori) diretto verso piazza Venezia.

Ebbene, l’orario non era “di punta” ed era un normale martedì. Eppure il mezzo era quasi pieno. Impossibile mantenere le distanze di sicurezza dovute.

Le corse non bastano e chi non ha un’auto o evita di usarla, corre seri rischi di infezione da Covid-19.

Adesso provate a immaginare questo mezzo pubblico e gli altri della Capitale in orari di punta, quando si va di corsa verso il lavoro o al ritorno a casa, quindi al mattino presto o alla sera.

È caos. Il più volte evocato “distanziamento sociale“, è impossibile da mantenere. Infatti, da circa un anno non sono mancate le foto scattate dalla gente e pubblicate sui social. Eccone alcune qui in basso.

Dalla prima all’ultima foto, le date: 7 luglio 2020; 26 agosto 2020; Autobus 913 su via Andrea Doria e piazzale degli Eroi il 23 ottobre 2020; Stazione Flaminio, nodo di scambio con la ferrovia extraurbana, sempre fine ottobre 2020; penultima foto, interno vettura metropolitana con gente accalcata, display con avviso di obbligo nel mantenere la mascherina (cosa che ha del paradossale nel panorama di non-sicurezza), 21 ottobre 2020; ultima foto, in autobus il 15 marzo 2021.

Non è pure questa una forma di assembramento da dissuadere con tutti i mezzi?

Per di più, è una sorta di assembramento forzato, imposto alla gente. I protagonisti di queste foto non sono degli irresponsabili che, fregandosene delle regole, si sono messi e si mettono tutti reciprocamente vicini per il piacere di farlo e per beccarsi un virus mortale.

Però sui mezzi pubblici si può stare reciprocamente schiacciati. Eppure, vedi che punizioni se si sta troppo vicini in un ristorante.

Stiamo vivendo in un mondo che ci sta prendendo… in giro? (evito di usare un’espressione più colorita). Stiamo al centro di un incubo, di un grossolano e atroce grande fratello?

Ci chiedono giustamente di seguire regole precise in modo da salvarci da un’infezione che potrebbe uccidere. Ma poi che fanno? Ci infilano come sardine dentro gli autobus?

Distanziamento sociale dove? Come? Non c’è scelta se non rischiare, altrimenti si deve andare con la propria auto (chi la ha).

Oppure, secondo gli altri voli pindarici dell’amministrazione comunale romana, usare bicicletta o monopattino percorrendo dai venti ai trenta chilometri – solo andata – per arrivare a lavoro. Perché questi sono i percorsi quotidiani romani, un Comune che può inglobare nella sua area sei delle più grandi città italiane…

Forse non si è capito o non si vuol capire, che si devono limitare gli ingressi all’interno dei mezzi pubblici e moltiplicare le corse. Costa farlo, ma è da attuare nella maniera assoluta se si deve agire per la sicurezza del cittadino. Viviamo tempi eccezionali!

Ricordo che diversi mesi fa si era parlato di multare sonoramente quelle amministrazioni che non avessero garantito un servizio di trasporto pubblico sicuro durante questi tempi di pandemia.

Qualcosa è accaduto?

No.

I mezzi pubblici sono pieni e il contagio sta dietro e sopra a ogni corrimano, tra i pochi centimetri che separano le persone e nell’aria respirata e ri-respirata da ogni passeggero.

Dimenticavo infatti di sottolineare che sul bus 87 che ho preso l’11 maggio 2021, i finestrini erano chiusi e la ventilazione interna spenta.

Chi ha multato l’Amministrazione capitolina e l’azienda pubblica di trasporto per queste gravissime e ripetute inosservanze in piena emergenza sanitaria?

Adesso però si cambia! Che fanno? Si affrettano a riallestire il servizio di controllori per scovare chi non paga il biglietto (giusta la punizione, non la nego), ma siamo sempre alle solite: l’amministrazione pubblica non è mai colpevole, svicola, si salva e mette pure in serio pericolo i cittadini; al contrario, il normale utente al solo compiere un errore, sarà difficilissimo che possa sfuggire.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. eleonorabergonti ha detto:

    Un problema molto presente un po’ in tutta Italia. Ora ancora più di prima ci vorrebbero maggiori controlli ma qualsiasi amministrazione comunale sembra, anzi no, se ne frega. I signori della politica non se ne preoccupano perché loro non usano i mezzi pubblici al contrario di tantissime persone: i politici hanno l’auto blu con autista e non pensano che questo servizio è pagato anche con i soldi di noi italiani. Vorrei vedere un qualsiasi politico andare a lavorare con l’autobus, soprattutto in questo periodo: si metterebbero una mano sulla coscienza oppure, come loro solito, se ne fregherebbero e lascerebbero le cose come stanno? Purtroppo la seconda ipotesi è quella più accreditata. Ma si sa: ai politici l’unica cosa che conta è continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Che rabbia, 🤯

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Il nodo cruciale è uno: prima di chiedere il pagamento di un servizio, bisogna darlo e, oggi più che mai, deve essere fatto in totale sicurezza, un fattore dovuto, non facoltativo. Lo scenario è sempre identico: tu cittadino paga, poi si vedrà se io amministrazione ti potrò dare il servizio e se potrò garantirti la sicurezza (oggi anche sanitaria anti contagio Covid). Il cittadino costretto sempre in posizione debitoria e di secondo livello anche se deve subire disfunzioni gravi, anche se deve “acquistare-pagare” un’offerta non funzionale e insicura per la salute pubblica, quindi la sua salute.
      È incivile. Rispetto al passato non vedo cambiamenti nella mentalità di gestione della cosa pubblica. Una mortale uniformità.
      Oggi si sbrigano a inviare i controllori che faranno verifiche su chi ha il biglietto e chi no. Mi piacerebbe vedere poi con che sicurezza questi addetti si infileranno nella massa dei viaggiatori per le verifiche. Anche loro rischieranno e non poco, dal punto di vista contagio.
      Ma non dovevano essere presi provvedimenti-sanzioni anche nei confronti dei Comuni che non garantivano e non garantiscono mezzi pubblici sicuri con “distanziamento sociale” prescritto ecc?
      Distorsione perenne: facile e immediato colpire il cittadino; facile per le amministrazioni farla franca non garantendo il servizio, anche nella parte dovuta anti contagio, cosa che il comune cittadino deve comunque pagare anche se viene messo a rischio. Però se si è troppo vicini in tavoli esterni al ristorante, il ristoratore rischia sanzione e sospensione dell’attività (stessa cosa se un gruppo di persone si assembra davanti al suo locale)

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  2. eleonorabergonti ha detto:

    Siamo l’Italia delle contraddizioni, dei furbetti e del menefreghismo. Chi ci governa dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio ma a loro basta prendere i soldi, non mollare la poltrona da sotto il sedere e fare un’infinità di promesse che poi non verranno mai mantenute. Ormai non mi stupisco più di niente in questa Italia che va a game all’aria. 😔

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  3. eleonorabergonti ha detto:

    Ops gambe, non game, 🤦‍♀️

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Anche game all’aria mi sembra calzare a pennello 😄

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