È Primavera, chi vuole essere lieto, lo sia adesso!

Stiamo entrando nella parte dell’anno che amo di più e che durerà fino ad autunno accennato. È Primavera, chi vuole essere lieto, lo sia adesso! Non sono solo i tempi attuali a far pensare che il domani sia del tutto incerto. Per esperienza confido ormai poco in atteggiamenti, persone, situazioni per avere certezza nella costruzione di un domani e di un progetto a venire. Quindi, afferriamo l’oggi.

“La Canzona di Bacco” mi sembra l’inno migliore, il più adatto oggi a salutare il risveglio primaverile della natura e degli uomini.

Lorenzo de’ Medici nell’affresco di Domenico Ghirlandaio nella Cappella Sassetti della chiesa Santa Trinita, Firenze

Lorenzo de’ Medici, Lorenzo il Magnifico, nel volgere della fine del 1400 fu perfetto in questo invito, in questa celebrazione così scandita da sembrare quasi una formula magica.

Nessuno si accontenti del domani. Oggi tutti, giovani e vecchi, femmine e maschi, stiano allegri. Godiamo delle gioie della vita, i sensi, la bellezza, l’amore, con la chiarezza che sono labili, effimeri, passeggeri. Molto più oggi che in tanti altri tempi ed ere storiche… forse.

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuole esser lieto, sia,
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco e Arïanna,
belli, e l’un dell’altro ardenti;
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe e altre genti
sono allegri tuttavia.
Chi vuole esser lieto, sia,
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate;
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi,
oggi sìan, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi.
Ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun suoni, balli e canti,
arda di dolcezza il core:
non fatica, non dolore!
Ciò che ha esser, convien sia.
Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

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