Monica Vitti, presenza costante dalla mia infanzia con le sue molteplici espressioni: ironia, comicità, tragicità del vivere quotidiano

Come per molte altre figure dello spettacolo, dell’arte in tutte le sue sfaccettature, ne sentivo la mancanza, il contatto visivo che per decenni, da quando ho i miei primi ricordi, non era mai mancato. Non sono certo qui a scrivere che Monica Vitti è morta, è un fatto di dominio pubblico da qualche ora.

Quel che mi preme ricordare è quanto abbia popolato il mio personale universo di personaggi, quelli che hanno dominato la mia mente e le mie fantasie fin da quanto ero un bambino immaginifico (e in parte sono rimasto tale).

Da vedere e da ascoltare per conoscere la realtà degli attori dagli anni 50 in poi, le scelte di Monica Vitti e tanto altro

Aveva una forte essenza di sicilianità perché pur essendo nata a Roma nel 1931, visse per circa otto anni a Messina perché li, come Ispettore del Commercio Estero, ci lavorava il padre. Un legame che poi la futura grande attrice continuò a rafforzare e che fu utile per alcune sue interpretazioni (vedi “La ragazza con la pistola!).

Mi e ci regalò risate a non finire, la ammiravo per le sue risposte argute durante interviste e ospitate in tantissime trasmissioni, ma anche per quei momenti tragici, toccanti che lei sapeva esprimere perfettamente grazie alla sua grande capacità di interpretazione.

E come fare a togliersela dalla mente? Non si può.

È stata come una delle compagne e dei compagni di viaggio nella vita che apparivano da schermi televisivi che erano in bianco e nero, poi a colori e nelle grandi sale cinematografiche stracolme di persone, alcune in piedi, tutti immersi nella nebbia delle tante sigarette fumate da chi assisteva ai film.

Momenti irripetibili, marchiati a fuoco insieme alla faccia di Monica Vitti che attraverso le risate era capace di farti contorcere, di farti riflettere su molte contraddizioni, miserie e realtà umane. Un’attrice che era concretamente e incredibilmente multiforme.

Impressionante.

La sua grande capacità stride proprio con il male che alla fine l’ha consumata e che, come mi fu riferito diverso tempo fa, la fece persino quasi smettere di parlare da diversi anni.

Lei.

Rimase senza riuscire a parlare o quasi. Difficoltà di parola.

Monica Vitti.

Lei, con la sua voce così particolare, quasi rauca, intrigante, divertente e tragica anch’essa.

Ottenebrata nella mente, nei movimenti, nella capacità di comunicare perché colpita dal morbo di Alzheimer che non è una malattia della vecchiaia, anche se si manifesta in maniera devastante dai 65 anni circa in poi. C’è anche chi ne manifesta i primi sintomi dai quarant’anni, pochi sul totale dei colpiti dal morbo, ma ci sono.

Graduale perdita della memoria, demenza progressiva. Col tempo si perde sempre più la capacità portare avanti una conversazione, ma anche quella di riconoscere e di interagire anche col proprio ambiente, quello in cui si è passata una vita intera.

Monica vitti, lei che ricordo dalla parola facile, lei capace delle più svariate forme di comicità. Lei nella sua epoca gloriosa in cui per far ridere non si cedeva al facile mezzuccio della volgarità, della sparata sboccata.

Era comicità e ironia pure che pescavano dalle esperienze di vita di tutti, ancora più efficaci perché senza l’aggiunta dell’insulto facile, fine a se stesso (a differenza di comici e degli “attori” brillanti odierni), senza l’insulto pronunciato a bruciapelo.

Senza cafonaggine, senza grossolanità.

Lei era campionessa di una vasta gamma di stati mentali da rappresentare, da vivere e da far vivere. Lei era puro valore mentale dell’interpretazione pura. Sapeva sì essere anche verace, molto verace, però mai volgare.

Una campionessa.

Lo confesso in pieno. Era la mia campionessa: non lo stereotipo dell’attrice dalla bellezza deiforme, ma bella donna che si poteva incontrare per strada, spiritosa, intelligente, remissiva o intraprendente. Tutto.

Ma quante sberle ha preso e ha dato in tutti quei film?

Mi viene da ridere al solo pensarci.

Lei iniziò nella storia italiana del palcoscenico e del cinema affiancando Valentina Cortese, Gabriele Ferzetti, Memo Benassi.

E l’incontro con Michelangelo Antonioni?

E Mario Monicelli che la fece grande nel ruolo della siciliana Assunta Patanè nel film “La ragazza con la pistola“?

Carlo Giuffrè, Alberto Sordi (in un sodalizio artistico indimenticabile. Esempio: “Polvere di stelle” da lui diretto), Dino Risi, Ettore Scola, Monicelli, Luigi Magni.

Per il solo cinema ha rivestito un’infinità di ruoli in 53 film.

Per la televisione 13 presenze tra film, serie e miniserie, prosa televisiva. Tra i protagonisti o protagonista in sette programmi televisivi.

Ben 35 tra premi e candidature, dal Leone d’Oro, al David di Donatello, Premio Bafta-British Academy Film Awards, Orso d’Argento al Festival di Berlino, Nastro d’Argento, Globo d’Oro, Grolla d’Oro, Festival di San Sebastián e il Ciak d’oro.

Senza dimenticare la nomina a Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana e il conferimento della Legion d’Onore.

Non voglio continuare a citare, elencare nomi, film, partecipazioni scimmiottando il ruolo del critico cinematografico che, nei fatti, non sono.

Piuttosto, è il ricordo di qualcosa di vivo che ho ancora davanti agli occhi e che tale rimarrà a lungo, vivificato da ogni film che la vedrà protagonista, quelli che in questi giorni imperverseranno su tutti gli schermi e che, comunque, rivedrò su piattaforme online e negli spezzoni riportati da YouTube.

Buon proseguimento di viaggio Monica Vitti…

o forse adesso vorresti che ti si chiamasse anche col tuo vero nome?

Ciao, Maria Luisa Ceciarelli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...