Amelia, Arca-Association for Research into Crimes against Art: per chi vuole specializzarsi nei crimini internazionali contro il patrimonio culturale

Arca, Association for Research into Crimes against Art, torna ad Amelia (Terni) il suo programma internazionale di formazione e con il suo appuntamento istituzionale: tutto sul traffico internazionale di reperti archeologici e opere d’arte rubate, sui falsari e relativo mercato globale, tecniche, indagini, recuperi e tanto altro.

È una realtà internazionale basata in Italia a cui tengo molto e che mi fa sempre molto piacere mettere in risalto per la preziosità degli argomenti, peraltro molto utili al nostro Paese. Ne ho scritto una prima parte in un precedente mio articolo (link).

Questo del 2022 è il dodicesimo anno di lavoro che ARCA (link) dedica alla diffusione della conoscenza. Gli scorsi due anni corsi e convegni non sono stati avviati per l’emergenza pandemia da Covid. Una lunga e consolidata tradizione sull’arte mondiale, i pericoli, le depredazioni, il traffico internazionale di reperti trafugati.

Oltre al corso, la Conferenza internazionale che in precedenza è sempre stata programmata per giugno: in questo 2022 (a causa anche di altri appuntamenti slittati in tutto il Globo per esigenze anti Covid) dovrebbe essere spostata ad agosto per consentire la partecipazione dei massimi esperti mondiali e responsabili di servizi delle varie forze dell’ordine e dipartimenti appartenenti a vari angoli del mondo.

Ho seguito alcune edizioni del lavoro di questa associazione internazionale grazie all’amicizia (di cui mi vanto) con Lynda Albertson, amministratore delegato di questa realtà associativa che è sempre in prima linea nelle indagini che l’hanno portata in più scenari italiani e internazionali alla ricerca e al rinvenimento di opere d’arte rubate o illecitamente messe in vendita.

La stessa Lynda ha stretti rapporti con i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che conosco benissimo e sui quali ho tanto scritto: è il più rispettato, invidiato Corpo specializzato in questo tipo di indagini e con il più vasto archivio del mondo su reperti archeologici e opere rubate.

E, non a caso, la Albertson ha scelto anni fa l’Italia come sede operativa/di partenza per Arca, visto che il nostro Paese è quello a maggior concentrazione di patrimonio culturale, simbolo dell’Arte, dell’Architettura storica, della più grande produzione artistica nei millenni.

Quest’anno l’Associazione per la ricerca sui crimini contro l’arte o ARCA, invita i laureati interessati a candidarsi in fretta al suo programma PG Cert dedicato allo studio della criminalità in campo artistico e della protezione del patrimonio culturale: rispetto alle precedenti annualità i posti sono più limitati per le ovvie misure anti Covid.

Per il 2022 il programma si terrà sempre ad Amelia, città ospitante dell’Associazione, dal 27 maggio al 14 agosto 2022. Luogo ameno e perfetto già nel suo essere cristallizzato in un’ambientazione medievale, cittadina situata sulle dolci colline umbre.

Per gli interessati di tutto il mondo, la richiesta di un prospetto completo e di materiali per la domanda da utilizzare, deve essere inviata a: education@artcrimeresearch.org

Il programma di sviluppo professionale post-laurea è composto da undici corsi per 210 ore.

Per il testo completo in Lingua inglese (che anticipo più in basso in un suo estratto), collegarsi a questo link: https://www.artcrimeresearch.org/postgraduate-certificate-program-in-art-crime-and-cultural-heritage-protection/.

Come sottolinea la stessa Lynda Albertson dal sito web di ARCA, si tratta di un programma di studi impegnativo dal punto di vista accademico, ma ricco di conoscenza: fornirà un’istruzione approfondita su importanti elementi teorici e pratici sulla lotta contro i crimini legati all’arte e al patrimonio.

Esaminando il mondo interconnesso del crimine d’arte, i partecipanti sperimenteranno un curriculum integrato in un ambiente partecipativo a basso numero di partecipanti per istruttore.

ENG – The Association for Research into Crimes against Art (ARCA) warmly invites interested postgraduates to apply to ARCA’s PG Cert Program in the study of art crime and cultural heritage protection. In 2022, the program will again be held onsite, from May 27 through August 14, 2022, in ARCA’s host city Amelia, located in the rolling hills of Umbria in Italy (read at https://www.artcrimeresearch.org/postgraduate-certificate-program-in-art-crime-and-cultural-heritage-protection/)

In its 12th year, this academically-challenging, eleven-course, 210 hour, postgraduate professional development program will provide in-depth instruction in important theoretical and practical elements related to combatting art and heritage crime. By examining art crime’s interconnected world, participants will experience an integrated curriculum in a low participant-to-instructor participatory setting.

As spaces on the program are limited, and given ARCA’s 2-year hiatus due to the novel coronavirus, candidates are strongly advised to submit their application materials as quickly as possible. To request a full prospectus and application materials to apply, please write to us at: education@artcrimeresearch.org

Arca ad Amelia: perché?

Storia leggendaria e assai antica, l’archeologia e i suoi “paladini”, vino, olio e ottimo cibo. Amelia, in provincia di Terni, è un piccolo scrigno prezioso.

Il borgo medievale ha origini che risalgono almeno al IX secolo a. C.

Impressionanti le mura a grandi massi calcarei poligonali, uniti fra loro a incastro senza leganti come malta cementizia o similari: sono 700 metri di grandi pietre posate nel IV secolo a. C.

Una città che ha visto il dominio romano, la forza distruttiva dei Goti, la libertà come comune indipendente nel Medioevo, centro urbano che ha dato i natali ad artisti come il rinascimentale Piermatteo d’Amelia, a personaggi come Alessandro Geraldini, grande sostenitore dell’impresa di Cristoforo Colombo alla corte spagnola di Re Ferdinando e della Regina Isabella, nonché primo vescovo d’America oltre che redattore di un volume che descrisse per la prima volta il Nuovo Mondo: Itinerarium ad regiones sub aequinoctiali plaga constitutas.

Chi ci sarà non mancherà di apprezzare le prelibatezze di Amelia. Il territorio rientra poi nella Strada dei vini etrusco-romana fra Orvieto e la Valnerina: celebri i Doc dei Colli Amerini, di Orvieto, il Rosso Orvietano e la Doc di Corbara.

Uno dei fulcri storico-architettonici è Palazzo Petrignani (1500) nel centro storico di Amelia, poi il Museo Archeologico di Palazzo Boccarini che riunisce reperti preromani, romani e altomedievali.

Infine, il Parco Fluviale Urbano del Rio Grande, i Monti Amerini, con percorsi escursionistici da scoprire a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Cosa accade ad Amelia con ARCA? Quali appuntamenti e realtà si confrontano?

A questo punto torno indietro col tempo raccontando uno degli eventi che annualmente rappresentano la summa del contatto tra gli studenti provenienti da tutto il mondo e le realtà operative legate al restauro, al recupero, quelle che lottano contro organizzazioni criminali e traffico internazionale.

Ho partecipato per esempio alle edizioni 2012 e 2013 della conferenza annuale dell’Associazione internazionale.

Nelle immagini, una delle conferenze ARCA ad Amelia con partecipanti alla conferenza e i relatori provenienti da Cambogia, Canada, Italia, Ucraina, Russia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Germania e Armenia

Quel 23 giugno di quasi nove anni fa si era al culmine del quinto “Annual Art and Cultural Heritage Crime Conference” di ARCA, l’Associazione per la ricerca sui crimini.

Chi era presente?

Membri di forze dell’ordine di tutto il mondo, quelle in lotta contro tombaroli, trafficanti d’arte internazionali, ma anche quelle che hanno portato avanti indagini approfondite su blasonati musei di grandi metropoli che con troppa disinvoltura avevano acquistato opere di provenienza non chiara, non ben documentata.

Poi criminologi, professori universitari del ramo e, naturalmente, loro, quelli ai quali è sempre indirizzato il messaggio di questi eventi, gli studenti da università italiane ed estere.

L’evento, fu curato (come sempre) da Lynda Albertson, amministratore delegato di Arca e da Noah Charney, direttore e fondatore dell’ente.

Oltre alle varie relazioni accompagnate da filmati e proiezione di immagini, c’è il momento dei riconoscimenti.

Tra i premiati era stata ricompresa Sharon Cohen Levin, capo dell’Unità di confisca dei beni, ufficio del Procuratore degli Stati Uniti, Distretto Sud di New York: in quella che all’epoca era l’ultima sua impresa, la Levin aveva permesso di recuperare una statua in arenaria del X secolo rappresentante un Dvarapala (Guardiano della Porta), scultura trafugata dal Tempio Prasat Chen, sito archeologico di Koh Ker, in Cambogia.

Ricordo bene come il riconoscimento fu consegnato dalle mani dell’amico, il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong, appartenente alla Famiglia Reale di Cambogia.

Tra gli esperti ho anche potuto conoscere professionisti del settore, uno fra tutti, Stefano Alessandrini, archeologo ed esperto in Legislazione Dei Beni Culturali, personaggio che, insieme a Lybda Albertson, mi ha permesso di fare delle ottime inchieste giornalistiche sulla materia.

Quel che fa apprezzare moltissimo questa iniziativa è il contatto e l’intercambio di informazioni tra studenti delle più svariate provenienze, il dialogo con esperti e appartenenti a polizie del nostro pianeta, il racconto di episodi. Uno confronto culturale e operativo che non ha eguali.

Per me essere presente ad alcuni di questi appuntamenti è stato motivo di grande esaltazione, ma anche di stupore ascoltando il racconto di molte storie. Tornare a questo scambio tra menti sarà esaltante.

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