Insegnamento di un uomo a suo figlio: l’arte della parola, della riflessione, del silenzio e dell’ascolto

Nell’antico Egitto il periodo denominato Medio Regno che va dal 2055 a.C. al 1650 a.C. circa, è stato molto ricco nella produzione letteraria dei cosiddetti “insegnamenti” e dei testi sapienziali. In questo caso, volendo ancora una volta mettere l’accento sulla parola, sul comportamento corretto e migliore, ho considerato l’Insegnamento di un uomo a suo figlio, testo anonimo che è arrivato fino a noi (non del tutto completo) grazie a tante compie in frammenti.

Ne conosciamo la composizione grazie a una decina tra papiri, a un rotolo in pelle e a una tavoletta, cui si aggiungono più di 142 “ostraca”, frammenti di pietra calcarea dove si ricopiavano testi per fare esercizio, oggetti che solo nella ben più tarda epoca tolemaica furono quasi soppiantati da frammenti in terracotta.

Qui in basso ho inserito solo due estratti dell’intero Insegnamento.

“È il silenzioso quello che viene riverito,
è il rispettoso ad essere rispettato per strada.
Si chiede tranquillità ad un discorso
e si reagisce contro un ‘signore della bocca’,
si evita colui la cui voce è alta”.

“Quanto al discorso, esso è la sembianza del fuoco:
è bruciante rispondere senza sapere (altra forma: è il bruciare della risposta dell’ignorante),
sfolgorante (?) di sede presso la bocca del silenzioso.
Esso può trasformare (anche) il tranquillo in uno di tante parole.
È utile la tranquillità, è bella la consideratezza.
Rispondi al sapiente, evita l’ignorante.
Non c’è uomo di bocca frettolosa che sia libero dal fetore,
quando questi abbia spalancato il cuore.
Chi è calmo di temperamento (o “chi raffredda l’ardore”) è completo d’amore”.

“Non lasciare andare il tuo cuore; fa’ che il tuo silenzio sia lungo […]” .

“Il prospero è colui che trattiene la sua bocca: le accuse degenerano in discorsi di guerra”

In uno dei passaggi – il secondo estratto – viene rivelato il legame tra la parola e i diversi aspetti del fuoco. Per essere più precisi è evidenziata la doppia natura del fuoco connessa alla doppia natura del discorso e del parlare: il fuoco brucia la bocca dell’ignorante che si fa danno da sé con il suo cattivo parlare, mentre sulle labbra dell’uomo giusto rimane solo l’altro aspetto della fiamma, quello positivo, di splendore ed efficacia.

Questo insegnamento fa il punto celebrando l’uomo riflessivo, chi ascolta moltissimo, il silenzioso, colui che valuta, che parla con misura solo dopo attenta valutazione e conoscenza delle situazione e delle cose. Alla fine è questa la persona che viene veramente rispettata e di cui si ha grande considerazione.

Quel “Non lasciare andare il tuo cuore; fa’ che il tuo silenzio sia lungo. [… parte mancante del testo]”, è un’esortazione proprio alla riflessione e a non dare risposte affrettate, al non lasciarsi guidare dal puro istinto. É un invito alla parola perfetta, quando si ha da offrire un discorso solidale, argomenti utili, in maniera gentile.

La frase finale da me riportata è sempre un richiamo al parlare che deve essere tenuto sotto controllo previa attenta riflessione, vera chiave del successo. In caso contrario viene fuori la conseguenza della parola che è talmente potente da poter ferire, danneggiare se priva di controllo… e non è necessario, anzi.

Al contrario, l’antitetico ‘signore della bocca’ viene alla fine evitato e non rispettato: è colui che parla troppo. Come indicato anche in altri punti del documento, è la persona che parla di slancio, con fervore, senza pensare e a voce alta.

Quest’ultima figura somiglia agli attuali esperti di tutto, di ogni cosa e, soprattutto, ai conoscitori delle professioni altrui, quelli che oggi impazzano sui social, che popolano gli schermi televisivi e che riempiono l’audio di emittenti radiofoniche. In breve, l’amante della polemica fine a se stessa e della ragione a ogni costo, a occhi e orecchie bendate.

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giusy ha detto:

    interessante è dire poco, Giuseppe! grazie!! Buona serata 🙂

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Pian piano le snocciolo. Tante cose interessanti, un mondo tutto da raccontare. Almeno i ci provi. Ciao!!!

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      1. Giusy ha detto:

        snocciola snocciola.. che le olive sono buone! 😀 ok questa è davvero pessima ma questo passa, oggi 😀 ariCiao!

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          😄😂🤣 molto british 😜

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          1. Giusy ha detto:

            👸💂‍♀️ se dici british parte subito la Queen! Vabbè😁 prima di fare casini censuro l’es 😁 e ti offro un caffe, niente tè! (Anche se te mi pare lo bevi a colazione con i cereali al cioccolato 😂)

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            1. Giuseppe Grifeo ha detto:

              Sono allergico al caffè! Solo tè o solo una tazza di caffè decaffeinato al giorno (la seconda già mi fa girar).
              E che Queen sia! 👑

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              1. Giusy ha detto:

                allora.. andrò contro la mia religione e che sia acqua sporca.. cioè tè.. scusa :p (no dai… lo bevo anche io… quando non sto bene! ahahah)

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                1. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Il mio tè verde al gelsomino potrebbe risentirsi. Vedo di applicare la filosofia egizia riflettendo in silenzio 😜

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                2. Giusy ha detto:

                  ahahahhaahah è buono dai… è buono! Buona riflessione al tè, allora! :p

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                3. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  E tu rifletti al caffè… magari con un pocket coffee ☕️ 🍫

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                4. Giusy ha detto:

                  ahahaha e che è sto surrogato! giammai :p caffè vista mare, sempre

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                5. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Ecco, con vista mare berrei qualsiasi cosa in piena trascendenza egizia

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                6. Giusy ha detto:

                  immaginavo! signor egizio mancato 😀

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                7. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Comunque, a parte gli scherzi, la riflessione, l’ascolto e il misurare le parole, dette e scritte, non l’ho mai visto così urgente. E non voglio riferirmi come al solito ai comportamenti social o di piazza. Un esempio: LinkedIn. Stracolmo di manager, professionisti di qualcosa e altri che si caricano gli uni con gli altri sul gioco di squadra, di discorsi motivazionali, parlano delle prossime sfide che sono sempre quelle più belle ecc.
                  Capisco che li si è in vetrina e che si va a caccia di nuovi clienti, ma ormai siamo in piena inflazione di questi comportamenti esaltati da frasi infarcite di anglicismi inutili.
                  Ecco, qui ci vorrebbe l’Insegnamento di un uomo a suo figlio. Per riportare equilibrio

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