Confassociazioni e AssoProfessioni al ministro dell’Economia Daniele Franco: “Ampliamento delle categorie professionali abilitate ad apporre il visto di conformità. Stop alle discriminazioni”

Una misura da far inserire al più presto nel disegno di legge di Bilancio 2022 attualmente in esame al Senato ovviando a quella che viene definita un’ingiustizia relativa agli intenti descritti nel Decreto Legge Fiscale 146/2021 “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili(link Agenzia delle Entrate). Questo il punto cardine della lettera scritta insieme da Confassociazioni (link) e da AssoProfessioni (link), quindi con le firme dei rispettivi presidente e segretario generale, Angelo Deiana, e Roberto Falcone.

Come sottolineato dagli esponenti delle due rappresentanze professionali,AssoProfessioni e Confassociazioni come Confederazioni rappresentano i professionisti di cui alla legge n.4 del 2013, tra i quali figurano i Revisori legali e i Tributaristi. Anche per le professioni rappresentate come Confederazione abbiamo fortemente apprezzato l’intento originario del DL Fiscale, n. 146/2021 varato dal Governo, nel Consiglio dei ministri n. 21 del 21 ottobre 2021, il quale prevedeva, in una ottica concorrenziale e di liberalizzazione, di estendere la possibilità di appore il visto di conformità, anche ai revisori legali“.

Estensione di funzione che fino a oggi però non appare in nessun nuovo atto normativo da parte delle istituzioni pubbliche, nonostante quanto era stato già indicato.

Ricomprendendo anche il contenuto del DL 157/2021 “Contrasto alle frodi sul “SUPERBONUS AL 110%”, “[…] La nuova normativa pertanto reitera e amplifica la discriminazione nei confronti dei Revisori legali e dei professionisti di cui alla norma UNI 11511 e alla Legge n.4/2013 i quali verrebbero esclusi anche dalla possibilità di fornire la propria consulenza professionale relativamente a questi istituti che rappresentano, in questo momento, un segmento di grande rilievo del mercato del lavoro”.

Alla luce di quanto in premessa, riteniamo ormai non più differibile l’ampliamento delle categorie professionali abilitate ad apporre il visto di conformità – sottolineano Confassociazioni e AssoProfessioni nella lettera inviata al ministro – pertanto Le chiediamo di valutare l’opportunità di un tempestivo intervento normativo già nel disegno di legge di Bilancio 2022 (AS 2448), in corso di esame presso il Senato, con un emendamento governativo o dei relatori, che miri ad estendere la possibilità di apporre il visto di conformità ai Revisori legali e ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 e alla Legge n.4/2013, il quale oltre a ridurre i costi, migliorare la occorrenza e garantire un maggiore armonizzazione della legislazione italiana con i principi e le normative del diritto dell’Unione Europeo, garantirebbe ai contribuenti due vantaggi: da un lato, ridurrebbe le probabilità di azioni di recupero dell’Agenzia delle Entrate a carico di coloro che, in buona fede, si sono affidati a soggetti non abilitati; dall’altro, consentirebbe di continuare il rapporto con il professionista che fino a quel momento ha seguito le problematiche fiscali e ha curato gli interessi in ambito tributario”.

Confassociazioni e AssoProfessioni

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