Dogajolo Sour e Cobbler, nuovi e innovativi cocktail di Natale: protagonista il vino Dogajolo Toscano Rosso IGT di Carpineto

L’arte del bere miscelato, quella che in una sorta di anglicismo incuneato nella lingua italiana è definito “mixology”, ha dato vita a una nuova creazione, il Dogajolo Sour. Già il nome dovrebbe far intuire bene dove sta il cuore di questo cocktail che ho trovato del tutto originale, fonte di gusto e profumi… ma non anticipo adesso le caratteristiche.

Culla di questa nuova nascita è il Banana Republic (link), storico locale romano con una piccola e buon menù dove il bancone del buon bere e la cucina sono in aperto dialogo: è la filosofia di Paolo Sanna e dei Fratelli Benedetti che hanno dato questa impronta a tale spazio del gusto.

La mente e l’arte nel saper miscelare sapori e fragranze, è quella di Bruno Rocco, bartender del Banana Republic.

ll Dogajolo Sour

É un cocktail appena nato e, come definito dallo stesso Bruno Rocco e da Carpineto, rivede in chiave toscana un grande classico: miscela un vino, il Dogajolo Toscano Rosso I.G.T. (70% Cabernet, fruttato sia al naso dove si aggiunge un sentore di vaniglia, che al palato dove la morbidezza del gusto accarezza i sensi) con l’Acquavite Farnito (100% Sauvignon bianco, sentori di fiori e frutta a bacca bianca a iniziare dal suo profumo) entrambi prodotti da Carpineto (link), marchio storico toscano cresciuto e divenuto celebre grazie a tre generazioni di vignaioli.

La proposta di un cocktail a base Dogajolo – sottolineano dall’azienda vitivinicola nata a Dudda nel comune di Greve in Chianti – arriva dalla generazione più giovane di Carpineto, dal 22enne Anton Robert Zaccheo, estremamente attivo in azienda, che si era già misurato col Frozé (in versione no frozen, è Frosé), perfetto cocktail estivo che vede l’unione di fragole, Dogajolo Toscano Rosato I.G.T. e succo di limone fresco.

All’inizio Anton Robert ha dovuto affrontare una certa resistenza proprio in azienda, un certo scetticismo verso l’idea di mixare il vino, per quanto l’etichetta scelta fosse il Dogajolo. Un passo molto innovativo, definito “quasi un’icona giovane”, con la mescolanza insieme all’acquavite prodotta anch’essa in Carpineto con ingredienti vegetali della tenuta in Maremma, la più selvaggia, con tanta parte di macchia mediterranea ricca di erbe spontanee come il finocchietto selvatico.

Dal dibattito tra i puristi e gli innovatori, l’ha spuntata chi voleva azzardare, chi caldeggiava l’idea di un abbinamento estroso che facesse del vino un ingrediente. Adesso il risultato entusiasma non solo i più giovani.

La descrizione del cocktail – la scheda di Carpineto

Il Dogajolo Sour è un drink che, prendendo ispirazione da un classico come il New York Sour, è un cocktail straordinario che mantiene inalterato il suo fascino travolgente, sostituendo il whisky con l’acquavite. Un’acquavite dal bouquet fresco e pulito con delicati sentori di fiori e frutta. Perfetto il Dogajolo per le sue sensazioni fresche, vivaci, di frutti di bosco, per i sentori di vaniglia, caffè e spezie, beva facile e rotonda, al palato morbido, vellutato.

Un drink che si presta a tanti abbinamenti gustativi. Perfetto anche come dopo cena.

Molto piacevole la sensazione setosa data dall’albume d’uovo. Affascinante il gioco di sfumature cromatiche dal giallo solare al rosso di un tramonto infuocato.

Ma Bruno Rocco col Dogajolo Rosso ha firmato anche un secondo cocktail, ancor più leggero, adatto a  soddisfare la sete, il Dogajolo Cobbler che rimanda allo Sherry Cobbler d’inizio Ottocento che ha poi dato origine a tutta la famiglia dei Cobbler. Bevanda che col passare degli anni è diventata un long drink leggermente alcolico con ghiaccio tritato e frutta fresca usata anche come decorazione.

L’effetto è sicuramente molto dissetante, quasi un effetto sangria, ma di ottimo livello. Oppure si potrebbe avvicinarlo ad uno spritz in versione Toscana.

Il contesto per berlo? A tavola in associazione con due o più alimenti ricercando nuove combinazioni di sapori, oppure come ottima scelta per un aperitivo.

Visto che è un drink a basso tasso alcolico – tendenza sempre più presente e attuale -, le occasioni sono tante, magari prima di accomodarsi per una cena per poi proseguire proprio a tavola abbinando il vino.

Le ricette del Dogajolo Sour e del Dogajolo Cobbler

DOGAJOLO Sour
45ml Farnito acquavite d’uva
15ml liquore al finocchietto selvatico
22,5 succo di limone
10ml zucchero liquido
10ml albume
Float up di Dogajolo rosso
Tecnica shake&pour
Bicchiere doppio old fashioned
Decorazione
Profumo di oli essenziali di limone

DOGAJOLO Cobbler
Pestare una fetta di limone e una fetta di arancia con due barspoon di zucchero
Aggiungere:
30ml di cointreau
120ml dogajolo
1 dash di bitter al cardamomo
Tecnica Build
Bicchiere hurricane o fantasy
Decorazione
Ciuffi di menta e arancia disidratata

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