Egitto, video in diretta: riprende vita il grande viale delle sfingi tra i templi di Karnak e Luxor

Intorno alle 18, 30 ora italiana di oggi, 25 novembre 2021, inaugurazione ufficiale del Viale delle Sfingi di Luxor, in tutto circa 2,7 chilometri di percorso che collega il Grande Tempio di Amon a Karnak alla cosiddetta residenza estiva della divinità, il più piccolo, ma elegantissimo, Tempio di Luxor o “Harem di Amon”. Un complesso archeologico-templare che, nel suo insieme, rappresenta la più vasta area archeologica al mondo.

Qui il link Youtube a Experience Egypt da dove seguire il video che trasmetterà in diretta la cerimonia e lo spettacolo.

Diretta video che dovrebbe essere visibile anche grazie al Luxor Times sia sul canale YouTube della testata (link) che sul suo canale Facebook (link).

Qui in basso il video in diretta dall’area archeologica e del viale delle sfingi:

La cerimonia completa da Luxor: inizio effettivo al decimo minuto e 32 secondi. Dopo la rivista del Presidente egiziano e l’inizio dello spettacolo nella grande Corte del Tempio di Luxor con cantanti e balletti anche da vari siti archeologici maggiori, al minuto 57 e 25 secondi il video entra nel vivo del racconto dell’area archeologica di Tebe a Luxor. Dal 66o minuto e 23 secondi, dopo una carrellata di luoghi di culto cristiano-copti e islamici, si entra nel vivo delle continue scoperte, quasi quotidianamente e delle meticolose opere di restauro che riescono a ridare visibilità a colori e forme che si sono conservati dopo 4.000 anni.
All’89o minuto e 10 secondi del video, ecco partire dal primo pilone di ingresso del Grande Tempio di Karnak la vera e propria inaugurazione del Viale delle Sfingi con rievocazione dell’antichissima Festa di Opet

Momento trionfale quello del 25 novembre 2021, frutto di anni passati in lunghi restauri, a cominciare dalle “criosfingi” (sfingi dalla testa di ariete) che contornano il viale dai piloni d’ingresso al grande tempio di Karnak, fino alle sfingi che giungono alle mura/piloni del tempio di Luxor.

Le sfingi con la testa di ariete sono state volute dal Faraone Amenofi III (1386 – 1349 a.C.). Il lungo viale tra i due templi, lungo circa 2.700 metri, contava 1.350 sfingi a fiancheggiare il passaggio come volle nella sua finale sistemazione l’ultimo faraone a occuparsi della via sacra, Nectanebo I (380 – 363 a.C.). Fino a diversi anni fa buona parte del percorso era sotto case di quartieri residenziali poi smantellati per ridare vita e visibilità al grande e plurimillenario viale cerimoniale.

NOTA PERSONALE: guardando le immagini – soprattutto dal minuto 57,25 – mi sono ritrovato proiettato a diversi anni fa quando visitai questi luoghi così suggestivi e magici, soprattutto per me appassionato di Egittologia. Ma, a parte questo aspetto, si resta affascinati comunque dalla magnificenza, dall’eleganza, dalla precisione tecnica e artistica dei templi, delle sepolture nella Valle dei Re e in quella delle Regine, solo per nominare sommariamente tutto quanto è possibile visitare nell’area di Luxor tra le due sponde del Nilo.

Per la grande inaugurazione gli organizzatori hanno previsto centinaia di comparse che indosseranno abiti ispirati a quelli di epoca faraonica.

Richiamo qui un precedente pezzo con video e mia descrizione sulla “Pharahos’ Golden Parade” (link), l’Inno a Iside, ricostruzione di un’antica lode alla dea d’Egitto da un testo di origine tolemaica, per la grande parata con le mummie di grandi faraoni lo scorso aprile 2021.

Altro spazio YouTube da dove osservare la cerimonia in diretta e poi permanentemente visibile sulla piattaforma

Quella che andrà in scena lungo il viale delle sfingi non sarà una semplice sfilata perché riprodurrà quella che ben oltre tremila anni fa – e più – ripercorreva lo stesso viale durante la Festa di Opet: come all’epoca, si vedrà il passaggio rituale delle barche sacre che anticamente servivano a trasportare le statue di Amon, Mut e Khonsu, gli dei della triade divina Tebana.

Durante l’inaugurazione lo spettacolo sarà amplificato lungo le prospicenti acque del fiume Nilo con l’arrivo di feluche (tipiche imbarcazioni nilotiche a vela triangolare) illuminate per l’occasione, insieme e ad altre spettacolari imbarcazioni volute dall’organizzazione per l’evento.

Protagonista sarà anche il cielo illuminato da giochi luci che vedranno l’utilizzo di laser.

Naturalmente ogni istante sarà accompagnato dalla musica grazie anche a un’orchestra che avrà il suo posto d’onore nella Corte di Amenofi III all’interno del Tempio di Luxor.

Ci sono gesti, processioni, riti che si sono conservati da 3.500 anni a oggi, pur con il cambiamento dei culti avvenuti nei millenni in terra d’Egitto. Come sottolineato dall’Enciclopedia Britannica (e confermato nel video dell’evento dal 65o minuto),una diretta sopravvivenza dell’antico culto è vista nell’attuale festa del santone musulmano Sheikh Yūsuf al-Haggāg, la cui barca viene trasportata a Luxor durante le celebrazioni popolari. La sua moschea si trova nell’angolo nord-orientale del primo cortile del tempio di Luxor, sulle fondamenta di una chiesa bizantina“.

Video di presentazione anche storica

Breve nota storica

Da non dimenticare che Luxor insiste sul sito dell’antica e potentissima capitale egizia di Tebe o Uaset in antico egizio (oggi sito archeologico che, insieme all’area delle necropoli e alle Valli dei Re e delle Regine, è parte del Patrimonio Unesco), anticamente definita anche come la “città dalle cento porte“, nucleo politico nel periodo dell’Impero, durante il Nuovo Regno iniziato intorno al 1.550 a.C. con la XVIII dinastia, quando i domini egizi si estesero sempre più, dalla Siria e dall’Eufrate a Nord, fino alla Nubia fin oltre la quarta cateratta del Nilo inoltrandosi verso Sud.

Grandi edificatori della città, nell’intero Egitto e nei due templi della potente capitale, furono faraoni che hanno lasciato grandi impronte nel percorso storico: Amenhotep I (o Amenofi I), Thutmose I (o Thutmosis I), Hatshepsut (il faraone donna), Thutmose III (o Thutmosis III) che ampliò al massimo i domini esteri dell’Antico Egitto, poi Amenhotep III (o Amenofi III), Akhenaten (il faraone “eretico” che poi volle abbandonare il culto di Amon costruendo una nuova capitale e un tempio dedicati ad Aton, il dio solare, una forma di unica divinità per l’Egitto, anche se non è proprio corretto definirlo così), a seguire il pieno ritorno con la XIX dinastia e i “ramessidi” come Ramses I, Sethi I e Ramesse II.

Tornando alla Festa di Opet (nome derivato dal remoto nome “Ipt-rst del tempio di Luxor) che sarà rievocata nella manifestazione di oggi, nell’antico passato vedeva il trasporto dei simulacri della triade divina di Tebe dal Grande Tempio di Karnak fino alla cappella del Sud del tempio di Luxor.

Festa estremamente importante perché era l’occasione per la gente di avvicinarsi alle statue dei tre dei che, normalmente, rimanevano richiuse nella parte più profonda e ad accesso limitatissimo dei due templi. Coincideva con il nostro settembre, quando la piena del Nilo raggiungeva il suo massimo livello. Ognuna delle tre barche-sacrario veniva abbellita, incoronata con le insegne Reali, purificata con opportuni riti eseguiti dal faraone in carica. Poi, portate in spalla da sacerdoti, seguivano il Sovrano uscendo dalla grande porta dell’Ovest del tempio di Karnak.

La fine della processione all’interno del secondo tempio era anche segno di rinascita e purificazione del Sovrano nella “Camera della nascita” rinnovando il “mistero del concepimento divino” mediante riti prestabiliti.

Era il momento della rinascita e del rinnovamento dell’intero Paese.

Dagli originari 11 giorni, la festa fu portata a 24, tempo di permanenza delle statue divine nel tempio prima di ritornare a Karnak: per tutti questi giorni l’Egitto era in festa, ma il centro delle celebrazioni e dei festeggiamenti era Tebe.

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