Semplificazione, regolazione, governance, appalti innovativi, competenze digitali: Anitec-Assinform e le necessità per il procurement dell’ICT nella pubblica amministrazione italiana

Cresce il Procurement-approvvigionamento pubblico nell’ambito del digitale, dell’ICT-Information Communication Technology: nel 2000, l’anno della pandemia, c’è stato un vero e proprio balzo in avanti per complessivi 9,2 miliardi di euro pari a un +10%. La situazione è stata analizzata e descritta grazie al quadro dipinto da Anitec-Assinform (link), l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, insieme a Promo Pa (link), Fondazione tesa alla riforma e all’innovazione della Pubblica Amministrazione.

Si tratta di uno studio particolareggiato che ha dato vita a un vero e proprio rapporto sulla situazione, capace di descrivere lo stato dei fatti: “Il Procurement Pubblico del Digitale: dal Planning all’Execution”, documento presentato il 5 novembre 2021 durante una conferenza a Roma, nei saloni di Palazzo Rospigliosi.

Tanto per chiarire bene al lettore il senso del significato “procurement”, questo intende l’acquisizione di beni, servizi o lavori da una fonte esterna, spesso tramite una procedura di gara o di offerta competitiva.

Procurement-approvvigionamento ICT: i numeri dell’evoluzione nel dettaglio

L’approvvigionamento ICT descritto dal Rapporto seguendo l’andamento del 2020 in Italia, sottolinea come nel settore siano state avviate 14.142 procedure di affidamento (Cig richiesti per adesioni ad accordi quadro e convenzioni o procedure di affidamento espletate in proprio dalle stazioni appaltanti) di importo pari a superiore a 40.000 euro.

Come ho già anticipato all’inizio di questo articolo, si tratta di movimenti per un valore complessivo di 9,2 miliardi di euro, una crescita dell’1,4% come numero di gare e del 10% come valore complessivo rispetto al 2019.

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, durante la conferenza a Palazzo Rospigliosi

Seguendo i dati sulle annualità precedenti, spicca un trend in crescita progressiva dal 2016 come numero di procedure e un andamento irregolare degli importi con un picco nel 2018 (quasi 10 miliardi di valore complessivo), un calo nel 2019 e una netta ripresa nell’anno della pandemia.

Ebbene sì, il fatidico 2000, l’anno della pandemia Covid-19, ha segnato un balzo avanti nel settore. La spinta forzata verso il lavoro a distanza e la ristrutturazione dell’operatività nell’ambito dell’amministrazione pubblica, hanno velocizzato i processi e gli “acquisti” nell’ambito ICT.

“Le nostre aziende associate hanno dimostrato di credere nel lavoro che portiamo avanti contribuendo con la loro esperienza e con la loro professionalità – ha detto Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, durante la conferenza a Palazzo Rospigliosi – Un patrimonio di esperienze e competenze di cui siamo orgogliosi e che mettiamo con grande piacere a disposizione del tema che riguarda il settore pubblico per dare un contributo serio, concreto ed efficace”.

“Lo facciano in un momento storico particolare. Sappiamo benissimo che viviamo una finestra temporale eccezionale, quella che nei prossimi mesi e nei prossimi anni porterà anche a una trasformazione della Pubblica Amministrazione che avrà un ruolo chiave per la competitività delle imprese del Paese e per agganciare una crescita che noi vogliamo strutturale. In questi giorni abbiamo letto che il nostro Pil ha recuperato, siamo oltre il 6 per cento e non possiamo che essere felici di questo; vuol dire che stiamo recuperando quasi integralmente le perdite avute durante la pandemia. In Economia siamo tornati al 31 dicembre 2019, un periodo in cui crescevamo dello zero virgola qualcosa. Quindi oggi è fondamentale ripartire da lì per costruire una crescita appunto strutturale e che veda anche la Pubblica Amministrazione come protagonista”.

Alla presentazione del Rapporto di Anitec-Assinform, Agostino Santoni ha aggiunto il suo punto di vista come presidente di Confindustria Digitale, la rappresentanza industriale che promuove lo sviluppo dell’economia digitale a beneficio della concorrenza e dell’innovazione del Paese, associata ad Anitec-Assinform e ad altre realtà associative e di rappresentanza del settore.

“Ho dato un nome al nostro programma di Confindustria Digitale ed è “ora“. Ora è il nome delle priorità, delle attività che il nostro settore è tenuto a fare per rendere il nostro Paese più competitivo e più inclusivo – ha rimarcato Agostino Santoni – Il 15 novembre quattordici certificati saranno digitali. Abbiamo fatto un’esperienza straordinaria nel rendere disponibile in poco tempo il Green Pass che è diventato una piattaforma digitale di straordinaria importanza per la sicurezza del nostro Paese. Abbiamo un ministro che sta pensando alla Pubblica Amministrazione e portando l’innovazione non solo in termini di tecnologia, ma nell’innovazione delle regole. Ora è il momento di accelerare sul digitale”.

“Sia chiaro: la trasformazione del digitale non è solo quella che porta la PA alle imprese, ma anche la trasformazione che il nostro settore sta compiendo, un’impresa gigantesca. Quindi, quando guardo alle risorse che abbiamo a disposizione, quando vedo l’opportunità che ci si presenta e quando vedo la leadership politica che oggi sta guidando il nostro Paese, è tempo di accelerare anche un percorso che nella storia non abbiamo fatto bene. Il percorso da compiere: esiste una modalità per poter prendere la velocità data dal digitale alla velocità con la quale la PA acquista il digitale? É uno sforzo tremendo. Se riusciamo in questo, noi acceleriamo la competitività della nostra Nazione e velocizziamo i servizi ai cittadini rendendo il Paese più facile, più agile. Ora è il tempo di farlo accadere”.

Gli ambiti del Rapporto Anitec-Assinform

Il rapporto è anche un’analisi approfondita sulle criticità nelle procedure di acquisto ICT da parte della pubblica amministrazione, nodi da sciogliere che sono stati raccontati attraverso testimonianze che Anitec-Assinform e Promo Pa hanno raccolto tra domanda e offerta nel periodo luglio-settembre 2021.

Automaticamente sono stati messi al centro la riflessione e il conseguente dibattito sulla digitalizzazione del procurement, con Anitec-Assinform che ha individuato cinque linee guida per il migliore sviluppo del settore: semplificazione, regolazione, governance, appalti innovativi e competenze digitali.

Proprio per la grande impresa che riguarda a digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, diventa cruciale la “qualificazione delle stazioni appaltanti” e la “professionalizzazione del procurement”, sfruttando l’opportunità data dal PNRR per una riforma della pubblica amministrazione che potrebbe dotarsi di nuove risorse umane specializzate anche nel settore ICT.

“La digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni è una delle tre componenti della Missione n. 1 del Pnrr, che avrà un ruolo chiave per la competitività e per agganciare una crescita strutturale del sistema Paese – ha sottolineato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform – In particolare, agli interventi in materia di digitalizzazione della Pa è destinata la maggior parte delle risorse pari a 9,75 miliardi di euro”.

Proprio questo processo di approfondimento e sviluppo digitale deve risolvere uno dei problemi principali del settore pubblico, quello dei tempi, ancora eccessivamente lunghi, del ciclo dell’appalto.

Startup e PMI innovative ICT puntano fortemente alla necessità di valorizzare nel Codice questa tipologia di aziende. Un’esigenza che va in parallelo con l’idea di un rafforzamento della qualificazione delle stazioni appaltanti con specializzazione ICT.

Nel Rapporto inoltre viene evidenziata la necessità di definire nell’ambito della riforma del Codice dei contratti pubblici una disciplina specifica per l’ICT e dall’impellenza di creare una Centrale unica di committenza sull’ICT specializzata, un nuovo soggetto che potrebbe nascere dal potenziamento della struttura oggi esistente e specializzata all’interno di Consip.

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