Tassa o imposta di scopo: avrei idee perfette per aggiungerne di nuove a quelle strambe in vigore… tanto dobbiamo comunque pagare, vero?

Tassa addizionale, finalizzata al conseguimento o alla realizzazione di un obiettivo specifico“. Questa la definizione che il Vocabolario Treccani dà per tassa o imposta di scopo. Poi c’è la realtà dei fatti: anche a scopo raggiunto, questi “prelievi mirati” rimangono perenni, mascherati da altro… come racconta la storia italiana. Ce li travestono all’inizio, ci si illude della loro temporaneità, ma poi restano nostri fedeli compagni come sanguisughe dei conti correnti.

Ambiente, conflitti, terremoti, c’è una vasta gamma di settori, di eventi che dovrebbero essere coperti da una tassa di scopo creata al momento dell’emergenza. Se tutti quei denari fossero stati utilizzati per quegli scopi, oggi l’Italia sarebbe una nazione fantastica.

Ecco le mie tasse di scopo… mi fate ministro??

Come ebbi già modo di scrivere, non ditemi che non sarei stato meglio io di qualsiasi altro ministro dell’Economia e delle Finanze. Si può fare molto di meglio e di rivoluzionario rispetto a quanto ci ha abituato l’Italia istituzionale da tanti decenni.

Tasserei la carta igienica a più di un velo. Più veli ha, più sarà tassata. Lo scopo? Protezione ambientale, meno alberi e altre essenze vegetali da trasformare in fogli per nettare i deretani. In più, sempre in merito a questo aspetto, detassazione alle famiglie che torneranno ad antichi metodi, quindi riutilizzare pezze e tagli di tessuto per pulire le parti intime: la stoffa si lava e si riutilizza per i nuovi “bisogni”. Autarchia deretanica. E si risparmia!

Altra tassa di scopo su tutti i mezzi di locomozione (tanto le auto sono poco tassate, no?.. ovviamente il mio interrogativo è molto ironico).

Tassa supplementare anche su ogni biglietto per nave, treno, pullman oltre che aerei. Tutti questi mezzi hanno motori che inquinano fortemente.

Tasse di scopo, quindi, anche sulle auto elettriche: l’ambientalista elettrico convinto, spinto o di moda, ha da pagare.

Valanghe di batterie esauste saranno da riciclare. Pericolosissime per l’Ambiente. La produzione di batterie per auto elettriche aumenta di circa il 25% all’anno (professor Paul Anderson – Università di Birmingham: lanciò l’allarme lo scorso aprile, uno tra i tanti richiami d’allerta). Immaginatevi le quantità degli accumulatori a fine vita: fino a oggi il riciclo non supera il 5% (dati Aalto University – Finlandia).

A meno che non desideriate gustare un delizioso cocktail ghiacciato e shakerato al cobalto, nickel e manganese dalle batterie esauste al litio e ioni: tra dieci-quindici anni non sapremo già come fronteggiarne l’accumulo. Sono condensatori attualmente molto più difficili da riciclare rispetto alle vecchie batterie ad acido e piombo (che da decenni molti lasciano comunque a bordo strada o accanto ai secchioni della spazzatura).

Al posto dei mezzi elettrici e a quelli che utilizzano combustibili fossili, dobbiamo incoraggiare le auto a vela (vi piace l’idea?), aggiungendo magari pedali e catena in caso di bonaccia, ma anche carri a vela come da antiche ipotesi (vedi foto sottostanti).

Premio e detassazione per chi userà questi mezzi a trazione climatica e muscolare che riempiranno città, statali e autostrade. Sai che vie silenziose, popolate solo dai mugugni e dalle maledizioni lanciate al cielo quando intere famiglie, padri, madri, figli e nonni, dovranno pedalare o spingere in mancanza di vento.

Ma saremo tutti in forma! Un popolo felice, sudato e a piena Natura! Certo, costerà molto di più in risorse idriche per le tante docce supplementari necessarie a tergersi dalle sudate.

Premiazioni anche per i comuni che rottameranno i mezzi pesanti per la raccolta dei rifiuti tornando a un più familiare sistema di vicinato favorendo i vecchi mezzi a pedali con ramazza e doppio bidone: niente gas di scarico, niente rumoracci… se non qualche “parolina” pronunciata con soave incavolatura dagli addetti al servizio.

Tasse di scopo e detassazione per drenare nuove e utili risorse dal popolo, ma per avere gente finalmente felice, più occupata e coinvolta!

La definizione del Vocabolario Treccani sulla tassa di scopo continua con tanto di citazioni: “Per ricerca e università, si punta sulle cosiddette tasse di scopo. (Italia oggi, 28 ottobre 2003, p. 45) • a ciò si aggiungono nuove imposte locali – come la «tassa di scopo» che potranno raccogliere i Comuni per costruire opere pubbliche – (Oscar Giannino, Libero, 1° ottobre 2006, p. 3, Primo piano) • [tit.] Una tassa di scopo per i non autosufficienti? [testo] Il finanziamento della legge che fissa i livelli essenziali di assistenza per la non autosufficienza avverrà «attraverso la fiscalità generale. Ma non è stato affrontato nel merito come. Se con una tassa di scopo o con l’utilizzo delle risorse già in bilancio». In audizione alla commissione Affari sociali della Camera, Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, parla di come verrà sostenuta la legge delega per la non autosufficienza. (Avvenire, 14 novembre 2007, p. 9, Oggi Italia)”.

In linea generale esiste il divieto di creare connessioni tra il gettito di un tributo specifico e una spesa specifica ma, in questo caso, la tassa di scopo fa eccezione e deve essere ben definita, specificata dal legislatore.

Adesso inserisco qui una lista facilmente raggiungibile via web. Molte di queste tassazioni sono comprese nelle accise sui carburanti (le paghiamo a ogni rifornimento) anche se oggi sono “travestite” con altre denominazioni (dal 1995, “grazie” a un decreto del governo Dini, sono stati riunificati tutti gli aumenti storici delle accise facendo sparire le antiche denominazioni: nella sostanza sono rimaste). Molti di quegli aumenti “straordinari” delle accise sui carburanti in vigore dai primi decenni del 1900 sono stati resi “ordinari” portandoceli fino ad oggi.

per la crisi di Suez del 1956;

per il disastro del Vajont del 1963;

per l’alluvione di Firenze del 1966;

per il terremoto del Belìce del 1968;

per il terremoto del Friuli del 1976;

per il terremoto dell’Irpinia del 1980;

per la missione in Libano del 1983;

per la missione in Bosnia del 1996;

per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004;

per il finanziamento alla Cultura del 2011;

per l’emergenza immigrazione conseguente alla crisi libica del 2011.

Con la legge di stabilità datata 2013, le accise sono state rese strutturali. Lascio alla vostra immaginazione e intuizione.

Inutile che ricordi nei particolari a quali stati di emergenza questi danari non sono mai arrivati nella loro totalità (uno per tutti, alle città terremotate della Valle del Belìce, terremoto di 53 anni fa).

Le micro tasse di scopo

Ricordate l’ex ministro Fioramonti che voleva aggiungere quelle “micro tasse di scopo“? Grazioso vero? Micro, così sembrano piccole cosette, piccoli pagamenti. Alla Pic indolor. Una “piccola tassa” per scopi utili.

Solo che gli italiani, tra tasse grandi e piccole, non sanno più come parare l’emorragia di danaro, prima guadagnato con il lavoro, poi prelevato dalle gabelle di Stato e locali. Almeno si garantissero servizi certi e funzionali. Il nostro Paese è tra quelli con il più alto livello di tributi, locali e nazionali.

Comunque, Fioramonti era lì con le sue tasse su merendine e bibite zuccherate, ma anche con quella cosiddetta tassa “green” pari a un euro su ogni biglietto aereo. Cattivi aerei così inquinanti… Cattivi quegli stili di vita non sani, condizionati da cibi e bibite troppo zuccherate. Occorreva, secondo l’ex ministro, una rieducazione che passasse per i nostri portafogli. Era anche una sorta di ricatto al governo Conte 2 di cui era parte. Una cosa del tipo: mi servono due o tre miliardi; o me li date, oppure micro balzelli o mi dimetto.

Dovette dimettersi. Nel governo “Conte 2” durò dal 5 settembre al 25 dicembre 2019.

Quei mini tributi dovevano servire per trovare fondi utili al sistema scolastico. Perché lo Stato non può non sprecare, non può non amministrare male, quindi deve chiede altri denari: soluzione elementare, facilona, degna di chi non sa riorganizzare né programmare.

Oltretutto, molti genitori devono spesso contribuire con carta igienica, sedioline, prodotti per la pulizia e altre cose utili agli istituti dove portano i figli, scuole che spesso non ce la fanno. Serve altro oltre alle rette pagate? Sul serio?

A questo punto rimando alla mia lista di tasse di scopo che ho inserito nella parte iniziale di questo pezzo.

Quindi, fatemi ministro!.. e auto prendiamoci per il c… deretano.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Non offrire idee, che già sull’argomento ne hanno parecchie, i tuoi concittadini! 😉

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      😄😄 dici che qualcuno nei massimi palazzi potrebbe prendere spunto?
      Saremo al sicuro fino al voto di ottobre e poi fino a quello nazionale (quando sarà): per non perdere consensi alle urne. Dopo… 😜

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Ecco… intanto per un po’ allora respiriamo: a meno che si mettano tutti d’accordo, cosa non escludibile, in certi casi! 😅

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          Quale sia la formazione a governare, dal più piccolo comune alla Nazione, il compromesso conservapoltrona ha fatto, fa e farà danni

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          1. Alessandro Gianesini ha detto:

            Già… 😦

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