Orient Express, arrivo in Sicilia il 30 giugno 2021: progetto turistico Arsenale Spa-Trenitalia “Il Treno della Dolce Vita”. Ricordi anni 60 e 70

Tre carrozze ristorante, tre carrozze Pullman, di cui una saloon bar, le vetture ferroviarie che molti ricorderanno comparse in tanti film, ma anche quelle dei vagoni letto appartenuti alla alla Compagnie Internationale des Wagons-lits. Il 30 giugno il convoglio sbarca in Sicilia dirigendosi poi verso Palermo.

Le manovre di imbarco nel traghetto di Ferrovie al porto di Villa San Giovanni il 30 giugno 2021 e l’arrivo al porto di Messina con la ricomposizione del convoglio ferroviario

Viaggio di presentazione per venerdí 2 luglio con partenza da Palermo Centrale alle ore 17,50 e arrivo a Cefalù alle 18,30.

Si tratta della fase iniziale del progetto turistico Arsenale Spa/Trenitalia Il Treno della Dolce Vita” (link alla descrizione generale), realizzazione di percorsi per la valorizzazione dei siti turistici, paesistici, archeologici, in questo caso della Sicilia (l’ultimo capitolo di questo articolo è sui tre diversi programmi di esplorazione turistica). Il progetto riguarda molti siti di particolare splendore in tutta Italia.

Tanto per farmi comprendere subito, potremo andare a scoprire luoghi di grande interesse con più rilassatezza e comfort viaggiando in convogli speciali, carrozze che richiamano tempi andati grazie ad allestimenti e servizi particolari.

Descrizione del progetto “il Treno della Dolce Vita”

Il percorso del viaggio dimostrativo di fine giugno 2021 in Sicilia

  • 29 giugno 2021 – Partenza alle ore 22,34 da Roma Termini, convoglio trainato da una E 402 Trenitalia;
  • 30 giugno 2021 – Arrivo ore 8,35 a Villa San Giovanni, con manovra e imbarco su nave traghetto FS alle ore 9,25 da Villa San Giovanni Marittima;
  • Sbarco alle ore 10 a Messina Marittima, ripartenza ore 10,20 con arrivo alle ore 10,25 a Messina Centrale;
  • Partenza alle ore 11,39 da Messina Centrale con arrivo alle ore 15 circa a Palermo Centrale.
  • Viaggio di presentazione il 2 giugno 2021: ore 17,50 partenza da Palermo Centrale e arrivo a Cefalù alle 18,30.

Da Palermo a Messina e per tutti i viaggi siciliani, titolare del treno sarà la motrice E646.028 della Fondazione FS (foto qui in basso).

Il mio racconto e la mia esperienza: i tempi che furono nei lunghi viaggi ferroviari degli anni 70, i Wagons-lits verso la Sicilia, finché non furono cancellati

Ricordo in maniera ben viva gli ultimi anni di fulgore italiano per treni che, pur non essendo l’Orient Express, consentivano di prenotare scompartimenti nei vagoni letto, carrozze speciali con letti larghi (non cuccette), ben allestiti, chiusi al resto del convoglio. Un piccolo, privatissimo mondo per poche ore.

Due erano i modi per viaggiare, da sempre.

  • Se bisognava spostarsi rapidamente perché nell’Isola si rimaneva pochi giorni (come per Natale-Capodanno), si utilizzava più spesso l’aereo.
  • Per le lunghe vacanze estive, aggiungendo la necessità di avere la propria automobile in Sicilia (meno frequente l’affitto di una quattroruote negli anni 60 e 70), si prendeva il treno, si prenotava il vagone letto con, in più, il posto auto in bisarca.

Era un bel modo di spostarsi da Roma a Catania – e viceversa -, mi addormentavo su quel letto viaggiante poco dopo essere partiti da Roma, tra le 21 e le 22. Il giorno successivo, dopo le 8, eravamo arrivati. In quelle ore, pieno comfort.

Prima di andarci a coricare papà lasciava l’ordinazione all’addetto della carrozza con l’orario in cui doveva svegliarci e, dopo aver sbirciato il menu, cosa volevamo gustare al mattino. Naturalmente, con pagamento aggiuntivo.

Ma che sapore aveva quella prima colazione!

La carta non è che offrisse una rivoluzione di gusto, però… la fantasia da bambini viaggiava e viaggia in maniera particolare guidando fortemente anche la percezione dei sensi. La mattina alle 7,30 il direttore della carrozza letto ci portava quanto avevamo ordinato la sera precedente. Bere una cioccolata, gustare un normale cornetto si trasformava in qualcosa di magnifico!

Poi, lavarsi al lavandino (con acqua calda e fredda) del proprio alloggio era troppo divertente.

Al tutto si aggiungeva uno spassoso elemento dal vago sapore antico. Bastava aprire uno sportello sotto il lavandino: veniva fuori un pitale, un vaso da notte in ceramica bianca candida da utilizzare per eventuali emergenze corporee notturne. Da adoperare se non si aveva intenzione di uscire dal proprio privatissimo spazio per andare al grande bagno della vettura.

La prenotazione fatta da mio padre era sempre per due scompartimenti comunicanti, uno per me e mio fratello, l’altro per lui e mamma: a parete abbattuta tra i due, lo spazio a disposizione era veramente grande per un treno. Una stanzetta.

Altro elemento. Se in viaggio ci si voleva portare dietro l’automobile, bastava prenotare il posto nella bisarca in coda al convoglio grazie al servizio “auto al seguito“: a Roma Termini papà portava la nostra quattroruote all’ingresso laterale-posteriore della stazione, su via di Porta San Lorenzo; lì la mollava al personale delle Ferrovie dello Stato che l’avrebbe caricata con le altre auto di viaggiatori sulle due bisarche (o erano tre? Non ricordo. Forse il numero dei vagoni da trasporto cambiava a seconda della richiesta stagionale).

È stato normale per tantissimi anni. Alimentava quella curiosità e quella gioia di viaggiare moltiplicati dal ritorno in Sicilia.

Volete mettere la sensazione d’avventura e compiacimento verso le 6 del mattino, in Calabria, al porto di Villa San Giovanni, con l’ingresso del treno nelle grandi fauci dei mega-traghetti di Ferrovie?

La gigantesca prua della nave aperta a ingoiare il convoglio. Stantuffi e cardini enormi, forti rumori metallici, enormi catene. Gli addetti della nave che si urlavano cose spesso non distinguibili anche perché attutite dai vetri della carrozza.

Lo ammetto, la fantasia bambinesca dava una prospettiva diversa, quasi da avventura di metà 1800, primi 1900. Dopo aver letto molto, anche Emilio Salgari ma, ancora di più, “20.000 leghe sotto i mari” di Giulio Verne, ci stava tutto il mondo immaginario possibile.

Immancabile che io e mio fratello ci svegliassimo per ammirare le operazioni: il treno entrava adagio nella nave, spinto da un locomotore di manovra che poi lo ritirava fuori dopo lo sgancio delle prime vetture infilate nella stiva; poi, il convoglio veniva spinto di nuovo nella pancia di quella balena di metallo per lasciarvi dentro un’altra sua sezione.

La manovra andava avanti per almeno quattro ripetizioni. Il treno veniva suddiviso in più tronconi per farlo entrare in sezioni affiancate nei binari interni della stiva. Dopo, la nave salpava verso Messina. Appena toccata la riva siciliana, il processo di ricomposizione del treno funzionava in maniera diametralmente opposta rispetto alla partenza.

Purtroppo, a un certo punto qualcosa cambiò.

Cancellata la possibilità di portare le proprie auto in Sicilia con il servizio “auto al seguito”. Poi stop ai vagoni letto.

Ma la situazione peggiorò ulteriormente.

C’è stato un periodo in cui se volevi raggiungere Catania, Siracusa, Palermo o una delle altre città previste nella tabella di marcia dei treni, dovevi scendere dal convoglio in Calabria, traghettare a Villa San Giovanni come passeggero a piedi (trascinandoti dietro i bagagli nell’arrampicarti sul traghetto) e a Messina prendere un altro treno. Un’assurdità…

Il XXI secolo iniziò malissimo nel trasporto passeggeri ferroviario con la Sicilia, un mezzo che fu fortemente scoraggiato.

Oggi si cambia, Orient Express in Sicilia, vagoni letto e ristorante, turismo eccellente e consapevole dei luoghi

Se ne parlava e se ne scriveva già nel 2016, se non prima. Ricordo un articolo pubblicato dal Sole24Ore proprio sul gusto del viaggio attraverso un’ottica diversa, meno convulso in una cornice che si richiamava a un bel passato, all’Orient Express. La Sicilia e le sue mete d’eccellenza toccate da un convoglio storico per un turismo magico.

Ed ecco finalmente il progetto turistico “Il Treno della Dolce Vita“, nato dalla collaborazione tra due realtà.

  • da una parte Arsenale SpA (partnership tra Nicola Bulgari, con la sua Annabel Holding S.r.l. e Paolo Barletta, amministratore delegato di Gruppo Barletta e della società di venture capital Alchimia S.p.a.);
  • dall’altra, Trenitalia, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

L’iniziativa realizzerà i nuovi “treni crociera” italiani, con avvio operativo dal 2023. Bisognerà aspettare altri due anni circa per avere questi convogli in pieno servizio.

Comunque, il 30 giugno 2021 il primo convoglio dimostrativo sarà in Sicilia. Andate ad ammirarlo.

Il progetto che partirà dal 2023 vede già la definizione di alcuni circuiti turistici, per quanto riguarda la Sicilia declinati tra fronte Est e fronte Ovest dell’Isola.

  • “La Sicilia da Bere”, una sorta di percorso tra caratterizzazioni enologica, storica, culturale tra Sicilia orientale e centrale, quindi da Palermo ad Agrigento con la sua Valle dei Templi, Licata, Falconara, Donna Fugata, Catania la barocca con i colori della pietra lavica e teatri-anfiteatri greci e romani, Acireale aristocratica campionessa del Barocco, la arroccata Taormina greco-romana, la sua visione verso il mare e l’Etna anche dal suo Teatro Greco, a seguire Messina con i suoi tesori architettonici e ritorno a Palermo.
  • Il percorso del “Triangolo di Trapani”, lungo la linea ferroviaria Palermo-Trapani (via Milo): partenza da Palermo verso Salemi-Gibellina, poi Mazara del Vallo e, a seguire, le saline della Via del Sale tra Trapani e Marsala, la medievale e arroccata Erice, il magnifico centro storico di Trapani, il sito archeologico di Segesta, la spiaggia di San Vito Lo Capo (in periodo estivo), per poi tornare a Palermo.
  • “La Sicilia Barocca”, percorso ancora più spinto verso tesori architettonici isolani tra 1500 e 1600 ma non solo, quindi Palermo, Caltanissetta, Enna ombelico di Sicilia e il suo medievale Castello dei Lombardi o di Lombardia, Siracusa e il suo magico centro storico nell’Isola di Ortigia che affonda le sue radici nella Magna Grecia, il trionfo d’arte architettonica di Noto, di Modica, a seguire il nuovo trionfo del Barocco a Ragusa Ibla, poi Agrigento con il suo magnifico sito archeologico fino al ritorno dentro la multietnicità architettonica e plurisecolare di Palermo.

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Fico! 😀

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Purtroppo non sarò in Sicily per vedere, ma rammento bene la presentazione romana. Proprio bei treni e bello il progetto di turismo itinerante in treno. Per questo è venuta fuori la vena nostalgica col racconto in vagone letto negli anni 70 verso la Sicilia e Catania

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        … e se ci fosse il ponte, si potrebbe fare dalla capitale senza strani trasbordi 😉

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          Anche. Da questo punto di vista sarebbe ottimo pure per l’interscambio merci, non solo per i passeggeri: col ponte niente collo di bottiglia per il trasporto su ferrovia e su gomma, niente stop per troppo mare mosso o troppo vento come avviene per i traghetti ecc.
          Progettisti e aziende italiane hanno costruito in tutto il mondo ponti anche ben più lunghi e in aree ben più interessate da movimenti tellurici. Qui non ci si riesce. Ricordo gennaio 1975 al nostro trasferimento a Roma: galoppatoio e parcheggio sotterraneo di Villa Borghese, con un’ampia e futuristica area espositiva per tutti i progetti selezionati alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Lo saprai già, ma immagina comunque quanto tempo è passato. Potevamo costruirne almeno tre di quei ponti

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          1. Alessandro Gianesini ha detto:

            In Italia, quando c’è da temporeggiare, siamo leader mondiali incontrastati. E più si temporeggia, più ci si “mangia sopra”! 🤬

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            1. Giuseppe Grifeo ha detto:

              Anche perché tra decisioni sul progetto, la Società Ponte sullo Stretto, l’avvio delle opere a terra del ponte in epoca berlusconiana, il nuovo stop, i risarcimenti alle aziende assegnatarie ma ferme… una valanga di denaro in poco meno di mezzo secolo

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              1. Alessandro Gianesini ha detto:

                E poi cresce il debito pubblico: chissà come mai! 🤐🤐🤐

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                1. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Ma il tipico politico italiano è in perenne campagna elettorale, non deve scontentare troppi, non deve accontentare troppi, ma deve sembrare in piena azione grazie a roboanti dichiarazioni (da alcuni anni post social e lanci Twitter).
                  Sparisce la sostanza,
                  ma la parola al vento avanza,
                  del Ponte e di tutto ciò che è utile si avverte la mancanza
                  😄😄

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                2. Alessandro Gianesini ha detto:

                  Direi che hai reso bene il concetto! 🙂

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                3. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Anche in maniera elementarmente poetica 😉

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                4. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Comunque, passando momentaneamente a una questione tecnica, riscontro criticità nella composizione degli articoli su WordPress. Se seleziono una parte di frase da mettere in grassetto o corsivo o entrambi, me lo fa solo per una parte (traspone tutta la porzione del periodo solo se inizio a selezionarla dalla fine e non dall’inizio).
                  Sull’inserimento foto, scegliendo l’opzione “gallery” o galleria foto, come in questo articolo, normalmente cliccando sulle immagini si apre uno spazio col nome del file e l’opzione di visualizzazione in formato reale… purtroppo, come in quest’ultimo pezzo ferroviario, in particolare le foto lavandino dello scompartimento letto e di quest’ultimo, cliccando sopra si apre una pagina di visualizzazione senza nome del file jpg e senza l’opzione ingrandimento a dimensioni originali (e ci ho lottato ieri sera: inizialmente cliccando sulle due immagini si apriva sempre la pagina della prima immagine dell’articolo e non di queste due). Stanno facendo un po’ di casino. Oltretutto, è sparito l’italiano dai comandi e dalle opzioni di impaginazione. Fino a un mese fa tutto funzionava perfettamente…

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                5. Alessandro Gianesini ha detto:

                  Sto vedendo anch’io un problema di formattazione, cioè: mi serve un “undo” e poi ripetere l’operazione per avere il giusto riscontro.
                  E questo l’ho potuto vedere con differenti browser, quindi il problema è intrinseco alla piattaforma.

                  Sulle immagini non ti sono d’aiuto, perché solitamente metto solo copertine, quindi non bado troppo a quell’aspetto.

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                6. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Quindi, potrebbe esserci un problema con Chrome? Eppure fino a un mese fa era tutto in perfetto ordine, neppure una sbavatura.
                  Oltretutto, giocando come in impaginazione riviste, a volte coloravo lo sfondo di periodi che volevo far risaltare. Purtroppo adesso con pezzi visualizzati su LinkedIn, queste frasi non sono leggibili cliccando da quella piattaforma: al loro posto un vuoto tutto bianco. Dovrò provare ad aprire da edge o da Firefox. Comunque non utilizzerò più quell’opzione grafica di impaginazione

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                7. Alessandro Gianesini ha detto:

                  No, no: io uso Firefox e, ultimamente, anche Edge, ma il problema sussiste, perciò non dipende dal browser, ma da WP. Ci sarà qualche stringa di codice dell’editor che crea “imbarazzo” e va in conflitto con le azioni fatte.

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  2. Giuseppe Grifeo ha detto:

    Inserito un video con le manovre di imbarco del Treno della Dolce Vita nel traghetto di Ferrovie al porto di Villa San Giovanni il 30 giugno 2021 e l’arrivo al porto di Messina con la ricomposizione del convoglio ferroviario

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