Pieve, nuova e terza tipologia-disciplinare per il Vino Nobile di Montepulciano: riscoprire storia e tradizione vitivinicola

È stata la Giunta della Regione Toscana ad aver approvato il disciplinare che regola la terza tipologia di Vino Nobile di Montepulciano. Si tratta di Pieve che si aggiunge alle due già consolidate Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva. Resta solo l’ultima tappa dell’iter di ratifica, al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali

Le “pievi” per caratterizzare, riscoprire e valorizzare anche la territorialità del vino

Per giungere alla definizione della terza denominazione nonché disciplinare di produzione, il percorso è stato complesso, tutto incentrato su uno studio storico della geologia e della geografia del territorio.

Questo esame fatto su più livelli ha portato all’individuazione di dodici zone tutte inserite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive) i cui vini avranno in etichetta la menzione “Pieve”.

L’identità del Vino Nobile di Montepulciano ne esce valorizzata con un passato storico-produttivo di circa duemila anni, il tutto esaltato all’oggi.

Come sottolineato dal Consorzio Vino Nobile di Montepulciano (link),la scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda, nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo. In particolare la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo“.

«Questa modifica è la terza di una serie di cambiamenti intrapresi dal Consorzio e dai produttori a partire da Toscana in etichetta, per una migliore identificazione e qualificazione del prodotto, poi di un miglior controllo delle partite di Vino Nobile di Montepulciano – sottolinea Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano – infine, nel caso della terza tipologia Pieve, di riappropriazione della storia che è insita nel nostro vino. L’idea di far nascere il Vino Nobile di Montepulciano menzione “Pieve” ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici con un percorso che ha portato alla nascita di una “visione” univoca di Vino Nobile di Montepulciano».

Dalla stesura del disciplinare all’approvazione fino alla prima commercializzazione prevista nel 2024

C’è voluto ben più di un anno di lavoro per tutto il “cammino” di ricerca, studio e analisi percorso dal Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, ma il risultato finale sarà grande e appagante.

Il vino con denominazione aggiuntiva “Pieve” avrà come caratteristiche “il territorio (appunto con le sottozone, Unità geografiche aggiuntive), l’uvaggio che sarà legato al Sangiovese e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice“.

Verrà istituita una commissione interna al Consorzio fatta da enologi e tecnici, organismo che avrà il compito di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, le caratteristiche confacenti e corrispondenti al nuovo disciplinare. Con l’approvazione di quest’ultimo da parte della Regione Toscana, ora l’iter porterà la richiesta sui tavoli del Mipaaf-ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (link) per passare i controlli della commissione che ha il compito di valutare e soppesare.

Con la possibilità di rendere il disciplinare retroattivo alla vendemmia 2020 – conclude il Consorzio – considerati i tempi di affinamento che sono di 36 mesi, la messa in commercio della prima annata dovrebbe essere il 2024“.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Uno dei miei preferiti, lo preferisco anche al Brunello di Montalcino! 🙂

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Io mi divido tra il Montepulciano, il Sagrantino di Montefalco, il Cerasuolo di Vittoria, alcune etichette di Etna Rosso da Nerello Mescalese, ma dovrei aggiungerne almeno altre dieci tra Valpolicella, Brunello, vitigni come il Corinto Nero di Lipari. Quanto nettare di Bacco favoloso!

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Sì, beh, si cade comunque in piedi, senza dubbio! 😀

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          Qualche volta non proprio in piedi, ma molto soddisfatti 😀

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          1. Alessandro Gianesini ha detto:

            ahahahha

            vero! (HIC!)

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            1. Giuseppe Grifeo ha detto:

              😄😄😄 io non singhiozzo. Mantengo contegno aristo 😜

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              1. Alessandro Gianesini ha detto:

                aristogattico? 🙄

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                1. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Aristogrifonico! 😄

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                2. Alessandro Gianesini ha detto:

                  🦅

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