I “Volti di Barbaresco”, racconto di un territorio, del suo vino e dei suoi protagonisti

Immagini dei produttori del Comune di Barbaresco (Cuneo) scattate e fissate su materiali speciali in grandi pannelli posti intorno alla Torre medievale della cittadina. Max-Massimiliano Rella, giornalista, fotografo nonché caro amico di lunga data, ha firmato la mostra “Volti di Barbaresco”: lo conosco bene fin dalle prime avventure a tutto vino e, tra le sue innumerevoli visite alla ricerca di particolarità e tipicità in tutta Italia, è stato presente anche in Sicilia, a Partanna, raccontandone anche la realtà storica.

Max Rella

I 39 ritratti in esposizione sfidano il tempo grazie all’utilizzo di materiali speciali, una scelta che si rifà alla vittoria sul passare dei decenni e dei secoli compiuta dalle blasonate etichette del Barbaresco Docg (41 cantine nell’area) grazie all’alta qualità del loro prodotto e al lavoro maniacale di chi affina incessantemente la cura di questi vini.

“Dopo mesi di viaggi in Piemonte, nelle Langhe, e incontri fotografici con i produttori, nel periodo peggiore per realizzare un progetto sulle persone e il ritratto ambientato, finalmente la mostra è stata inaugurata – racconta Max Rella – Sono 39 Volti in bianco e nero, stampati su PVC adesivo polimerico plastificato per sfidare il tempo (e il meteo) come le grandi etichette di vino. Quindi mostra “permanente”, all’aperto, intorno alla Torre medievale. Aperta sempre dalle 10 alle 24. Grazie Barbaresco!”.

Un’inaugurazione avvenuta il 19 giugno alla Torre di Barbaresco (Link) in coincidenza con due elementi: da una parte con la nuova fioritura, dopo la grande emergenza Covid, di luoghi dell’ospitalità, dell’ottimo cibo e del vino in Piemonte, a Nizza Monferrato (Asti) e generalmente tra borghi e paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato; dall’altra, l’ingresso della stessa zona nel Patrimonio Unesco, riconoscimento che risale al 22 giugno 2014.

Il percorso dell’esposizione è scandito da immagini ambientate e personaggi al lavoro in vigna e in cantina, una rotta-racconto visivo che gira intorno al monumento simbolo del paese in provincia di Cuneo, nel cuore delle Langhe Monferrato Roero, Patrimonio Unesco. Un Qr code nelle didascalie delle foto rimanda al sito web di ogni singola cantina.

Come sottolineato dal Museo Cavazza – Torre di Barbaresco,l’esposizione permanente en plein air ha come protagonisti 39 Volti del Barbaresco Docg: sono i produttori che hanno reso grande e famoso nel mondo enologico questo piccolo paese delle Langhe, in provincia di Cuneo – di soli 600 abitanti e 41 cantine – e che dà il nome a un’intera denominazione di origine controllata e garantita (abbraccia anche Treiso, Neive e una frazione di Alba)“. 

Il tutto realizzato tra dicembre e maggio 2021 da Max Rella, giornalista e fotografo di viaggi, enoturismo, vino e gastronomia. Un progetto fotografico complesso e ricco che dà un volto ai produttori, spesso sconosciuti anche se protagonisti di tante note cantine e di alcune etichette. Ritratti, ambientati e non, personaggi all’opera mentre lavorano tra le vigne, le botti e con strumenti del mestiere. 

La realizzazione del progetto riapre la stagione culturale della Torre di Barbaresco e del Museo Cavazza, completato dalla presentazione del catalogo in bianco e nero “Volti di Barbaresco” curato e realizzato da Edizioni Pubblicità Italiana con prefazione Sergio Miravalle, noto giornalista enogastronomico e dalla raccolta di video-pillole “Un’Annata a Barbaresco”.

Non si tratta solo di un percorso esterno che fa da promenade trionfale e artistica di una splendida realtà territoriale. La visione prosegue anche all’interno della Torre medievale (recuperata, ristrutturata nell’estate di sette anni fa, oggi grande punto di diffusione culturale ed enoturistico), negli spazi del Museo Cavazza, con altre immagini degli stessi produttori proiettate a colori sulle pareti interne di pietra e mattoncini.

La visita alla Torre è libera e gratuita ogni giorno della settimana, dalle ore 10 alle 24.

Per il Museo Cavazza, interno alla stessa struttura medievale e per l’identico orario, l’ingresso prevede un biglietto dal costo di 5 euro, il ridotto è a 4 euro. L’offerta prevede anche il nuovo e panoramico Bistrot della Torre, con 50 posti all’aperto, un modo gradevole e unico per gustare un calice di vino scegliendo tra oltre cento etichette (Barbaresco soprattutto, ma anche vari Nebbioli, bollicine metodo classico di Alta Langa e Champagne). Possibile accompagnare tutto con un piatto tipico, dai classici antipasti piemontesi come carne cruda all’Albese e Vitello Tonnato, fino ai Ravioli del Plin e alle selezioni di salumi e formaggi di territorio (prezzi: 7-15€ a portata).

Non mancate, è un’occasione per incontri visivi e di gusto che non ci si può lasciar sfuggire.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Davverto molto interessante… 🙂
    … però mi aspettavo un altro articolo oggi: uno nel quale poterti appellare Don Giuseppe Maria Salvatore Grifeo! 😜

    Piace a 1 persona

    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      😄😄 prima o poi ci sarà 👑

      Piace a 1 persona

      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        😝😝😝

        "Mi piace"

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