Valpolicella doc Superiore: i produttori del Consorzio Valpolicella uniti sull’antica denominazione e sul prodotto

Il 93 per cento dei produttori della Valpolicella punta sulla denominazione più antica ma anche la più giovane sotto il profilo commerciale, il Valpolicella doc Superiore. Vino rosso che è emblema della viticoltura veneta e di 19 comuni del Veronese, caratterizzato da vitigni autoctoni Corvina, Corvinone e Rondinella come principali, accompagnati in misura residuale da Forselina, Negrara e Oseleta.

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella (link), attivo da novant’anni, raggruppa viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori dell’area dedicata a questi vitigni e produttiva per questa peculiare tipologia di vino italiano. Con un’indagine interna l’organizzazione ha tratto questo risultato finale che vede una voce corale praticamente unica tra i produttori nel puntare al Valpolicella doc Superiore.

Ma nell’indagine non c’è solo questo.

Premetto che la ricerca sarà presentata online giovedì 24 giugno 2021, per il Valpolicella Superiore – A Territory Opportunity“, l’evento digitale per produttori, operatori e stampa, occasione ideata per mettere a fuoco le potenzialità e le sfide per il futuro della denominazione. Sui canali Zoom, Facebook (link) e Instagram (link) del Consorzio (a fondo articolo il programma).

“Vogliamo valorizzare il vino che più si identifica con il territorio, a partire dalla ricostruzione di una identità di prodotto e di una vision condivisa tra tutti i produttori – spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella – In particolare, un segnale di svolta è dato dall’appassimento: 6 imprese su 10 non intendono farlo, mentre i rimanenti ritengono utile solo un breve passaggio. Complessivamente, il 94% delle aziende rispondenti producono o commercializzano Valpolicella doc Superiore ma, come le stesse aziende rilevano, c’è ancora moltissimo potenziale inespresso, a partire dalla riconoscibilità e dal posizionamento”.

Summa sui contenuti della ricerca nel mondo Valpolicella

L’indagine ha coinvolto un campione pari a circa un terzo dei produttori/imbottigliatori del Consorzio. Una delle conclusioni ha evidenziato come ci sia molto da lavorare sul fronte della conoscenza:

  • per il 62,4% dei produttori i consumatori italiani ignorano o quasi il prodotto, dato che sale a 7 su 10 quando si prendono in considerazione i mercati esteri;
  • leggermente meglio la stampa italiana, che ha una conoscenza insufficiente per il 43,6% delle aziende, sufficiente per il 41,6% e buona per il restante 14,9%.

La voce dei produttori ha evidenziato come i principali punti di forza del Valpolicella doc Superiore sono il profilo organolettico (indicato dal 52,5% delle imprese per il mercato interno e dal 46,5% per quello estero) e la versatilità di abbinamento (47,5% in Italia e 38,6% all’estero).

Tra gli elementi di debolezza sotto il profilo commerciale nel mercato domestico, più della metà delle imprese (54,5%) riconosce il peso della molteplicità di stili all’interno della tipologia, ma anche della concorrenza di altri vini della Valpolicella (43,6%, con il Ripasso come principale indiziato) o la mancanza di un segmento commerciale definito (43,6%), fattori che sembrano avere un peso importante anche sui mercati esteri.

Se l’Italia è il primo mercato di sbocco, principale destinazione per oltre i 3/4 dei rispondenti (con l’horeca che assorbe l’84,2% delle vendite), ad occupare il più alto gradino del podio nella classifica per export è la Germania (meta per un quarto delle imprese), seguita da Usa (23,2%) e Danimarca (17,9%), mentre Olanda e Svizzera condividono a parimerito il 4° posto.

Sugli investimenti futuri, la metà delle aziende punta a potenziare la presenza negli Usa, mentre quasi un terzo (31,6%) scommette su Germania e Svizzera.

Sui prezzi, il 38,9% delle aziende posiziona il suo prodotto nella fascia oltre i 10 euro a bottiglia (ex cellar), il 23,2% tra i 6 e gli 8 euro, il 20% tra gli 8 e 10 euro, il 17,9% a meno di 6 euro. Un posizionamento che si vuole migliorare in futuro: il 44,2% dei produttori aspira alla fascia oltre i 10 euro, per andare poi a scalare progressivamente nelle fasce di prezzo più basso.

Programma del “Valpolicella Superiore – A Territory Opportunity” – 24 giugno online

Due le sessioni dell’evento, trasmesse in diretta streaming su Zoom e sui principali canali social del Consorzio (Zoom, Facebook e Instagram).

Nel corso della prima sessione il Consorzio presenterà al mondo della stampa, ai trade e alle aziende il primo Valpolicella Annual Report, il dossier completo sui trend di produzione e clima degli ultimi 50 anni, oltre che sulla situazione del mercato.

Tra i contenuti anche i risultati dell’indagine interna sul Valpolicella doc Superiore realizzata con l’obiettivo di individuarne profilo stilistico, organolettico e di mercato e tracciare le prospettive future di questo vino.

In programma, anche uno special tasting di otto Valpolicella doc Superiore (selezionati alla cieca da una commissione tecnica) guidato da Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano; Filippo Bartolotta, wine educator conosciuto anche come ‘Il sommelier delle star’ e JC Viens, giornalista e Italian wine expert.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Iniziavo a preoccuparmi: pensavo fossi diventato astemio 😜

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      😄😄😄 mai! Apprezzo tutto dalla tavola e dai calici! Sono onnivoro e onnibevente

      Piace a 1 persona

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