Sull’onestà… perduta (senza voler generalizzare)

Non è per nulla facile avviare una riflessione sull’onestà… perduta. In anni in cui il costume sociale si è estremamente adattato anche a mezzi-strumenti prima impensabili, usati spesso male portando molti a deprimere ogni pensiero critico, ad annullare capacità di ragionamento e di verifica, diventa complicato discernere tra chi ha assunto questo costume perché non impegna, non è faticoso (pigrizia cerebrale) da chi ne ha un qualsiasi tornaconto per innata disonestà. Ma non voglio colpevolizzare i tempi attuali: il dualismo onestà/disonestà non è nuovo a questo mondo, come un camaleonte si è adattato ai momenti.

Citazioni? Ebbene sì, me la cavo con una serie di citazioni altrui, da cervelli fini, che riassumono pensieri sempreverdi, oltre i tempi del mondo umano.

Ma prima ricordo a tutti “Il piacere dell’onestà” opera scritta nell’aprile-maggio 1917 da Luigi Pirandello, uno commedia in tre atti (abbrevio molto) derivata dalla sua novella Tirocinio (1905) tutta tesa tra l’essere e l’apparire, tra l’essenza dell’anima/della mente di ognuno e la maschera sociale e di convenienze spesso indossata. L’apparente onestà che nega quella reale, uno status difficile da perseguire se non impossibile. Almeno per alcuni, aggiungo io. La vera natura viene sempre fuori, prima o poi.

Per il protagonista della commedia, Angelo Baldovino, la situazione diventa una forte spinta alla ricerca dell’onestà dentro quel contesto ingarbugliato in cui si è infilato da uomo fallito, pronto a ogni occasione di guadagno: lui si è prestato a un matrimonio “bianco” con l’amante – Agata – di un marchese già sposato, ingravidata dallo stesso nobiluomo. Uno status e una donna da salvare, dare un futuro rispettabile e sicuro al bambino che nascerà, una voglia di riscatto… «Sposerò per finta una donna; ma sul serio io sposo l’onestà».

Pensieri sull’onestà

“La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta”.

(Isaac Asimov, alias Isaak Judovič Azimov – Petroviči 2 gennaio 1920, New York 6 aprile 1992 – biochimico russo naturalizzato statunitense, grande scrittore di Fantascienza, noto per i cicli letterari della Fondazione e dei Robot, autore di volumi dedicati alla divulgazione scientifica. Pilastro dei suoi scritti sui robot sono le tre Leggi della Robotica che nei suoi romanzi venivano “infuse” matematicamente nei cervelli positronici di queste macchine, vere leggi morali delle macchine viventi: 1 – Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2 – Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge; 3 – Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge).

“Convinto dalla tangente, il cerchio accettò di trasformarsi in quadrato. L’angolo invece rifiutò: era sempre stato retto e tale voleva restare”.

(viene ovunque classificata come “barzelletta” e non sono riuscito ad acchiappare l’autore originario… ma in tema onestà, pur facendo sorridere per il gradevole e ottimo uso della geometria, fa pensare e non poco).

“Se l’esperienza insegna qualcosa, ci insegna questo: che un buon politico, in democrazia, è tanto impensabile quanto un ladro onesto”.

(Henry Louis Mencken, giornalista, saggista, curatore editoriale statunitense, mentore di alcuni dei più grandi giornalisti USA – Baltimora 12 settembre 1880, Baltimora 29 gennaio 1956 – Il padre era di origini tedesche e proprietario di una fabbrica di sigari. Non frequentò mai un college, ma si dedicò a un corso serale di copista per l’editoria e il commercio: fu la base della sua preparazione e lancio nella professione di giornalista. Reporter del Baltimore Morning Herald, poi al The Baltimore Sun. Autore di brevi racconti e saggi. Critico letterario per lo Smart Set, direttore dell’American Mercury che fondò nel 1924 insieme a George Jean Nathan, il maggiore critico teatrale statunitense dell’era contemporanea).

“L’onestà paga. La disonestà è pagata”.

(Silvia Ziche (link) – Thiene, 5 luglio 1967 – fumettista e collaboratrice di Disney Italia soprattutto per il settimanale Topolino, il suo esordio fu sul noto mensile a fumetti Linus fondato da Giovanni Gandini, ma presente anche su Comix, Cuore, Smemoranda grazie a sue vignette satiriche – la sua traccia appare anche su alcune serie come Angus Tales e su Trip’s Strip, mini storie pubblicate come racconti secondari sul mensile/comic book PK-Paperinik New Adventures).

“L’onestà è lodata da tutti, ma muore di freddo”.

(Decimo Giunio Giovenale – Aquinum/Aquino, tra il 50 e il 60 d.C., Roma tra il 135 e il 140 – poeta satirico e retore dell’antica Roma, attività che gli diede l’ingresso in ambienti noti e influenti dopo l’incerto inizio da avvocato. Esercitò l’eloquenza sotto Domiziano, Nerva e Traiano. Autore delle sedici Satire scritte in esametri – unica sua opera giunta fino a noi intatta: “bersagli” preferiti dei suoi forti e accalorati scritti erano gli aristocratici, i ricchi e gli arricchiti. Alcune sue espressioni che hanno valicato i secoli? Eccole: panem et circenseshoc volo, sic iubeo, sit pro ratione voluntas. Questo voglio, così comando, che il mio volere valga da ragionequis custodiet ipsos custodes? Chi sorveglierà i sorveglianti stessi? – Fu soggetto di alcuni epigrammi a lui dedicati dall’amico poeta Marco Valerio Marziale che in questi lo descrive).

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Certo che un matrimonio “bianco” con un’Agata… 😛

    Belle citazioni, che restano parole vere, ma non non applicate nella realtà… tranne quelle in cui si schernisce l’onestà: quelle funzionano alla grande! 😦

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      … eeeeh la realtà. Opaca e amara, non nella sua totalità però. Ma in parecchi aspetti cruciali, note dolentissime.
      Vero, spesso oggi è l’onestà a essere obiettivo di attacchi, travestendola, travisandola e fatta passare forzatamente come “cosa antica”

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        L’onestà è cosa antica… nel senso che dovrebbe durare da sempre!

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          Ecco, verissimo, ma vallo a far capire e portare in pratica. Sempre non generalizzando! 😀

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          1. Alessandro Gianesini ha detto:

            A generalizzare non si sbaglia di molto, purtroppo! 😅

            PS: tu potresti provare con l’artiglio, a far entrare sottopelle un po’ di discernimento! 😛

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            1. Giuseppe Grifeo ha detto:

              Guarda, verrà prestissimo il tempo dell’artiglio che impugnerà la “penna”, dopo aver consumato il fiero pasto con la forchetta 😀

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              1. Alessandro Gianesini ha detto:

                🤣🤣🤣

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  2. Mr.Loto ha detto:

    Molto belle le citazioni, anche se l’onestà viene spesso derisa (e anche gli onesti) ci sono persone che non possono fare a meno di essere onesti per il semplice fatto che l’onestà è nel loro DNA. Aggiungo anche che un disonesto non raggiungerà mai la qualità di vita di un onesto.
    Un saluto

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Concordo in pieno su tutta la linea del commento, in special modo sulla qualità della vita

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