Roma, “Operazione Alcatraz” dei Carabinieri contro un’importante organizzazione che spacciava cocaina

Continua la lotta contro la grande criminalità che specula sulle debolezze umane per averne enormi guadagni. Non smetterò mai di scriverne anche in questo mio blog quando si tratta di azioni che permettono di bloccare grandi reti di smercio degli stupefacenti. In questo caso scrivo di Roma, della “Operazione Alcatraz” dei Carabinieri contro un’importante organizzazione che spacciava cocaina. Il mercato “prediletto” era il popoloso quartiere romano di Tor Bella Monaca, già teatro numerose volte di indagini e azioni di contrasto di questo tipo.

Operazione antidroga “Alcatraz”: alcuni momenti degli spacciatori in azione e l’intervento finale dei Carabinieri

Bisogna dare sicurezza anche a quartieri periferici, in special modo a quelli di grandi città come Roma (Comune che per estensione può inglobare sei delle più grandi città italiane): le gigantesche dimensioni della Capitale favoriscono una sorta di “mimetizzazione” delle azioni criminali. Ma la sicurezza deve passare anche dal rendere vivibili questi territori garantendo migliori possibilità economiche e di socialità. Tutti elementi che devono agire insieme.

Non è possibile continuare ad assistere a organizzazioni criminali come quella raccontata in questo articolo che per tenere in pugno i suoi spacciatori, la sua manovalanza, si è sostituita alle istituzioni garantendo sostegno economico ai loro familiari in caso di arresto pagando anche l’assistenza legale nei processi.

Operazione Alcatraz nel quartiere romano di Tor Bella Monaca: descrizione del bilancio finale da parte del Capitano Jacopo Passaquieti, Comandante della Compagnia Carabinieri di Frascati

Tornando all’Operazione Alcatraz, questa ha permesso di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 35 persone, di cui 11 in carcere, 10 agli arresti domiciliari e 14 con l’obbligo di dimora. A decidere queste misure è stato il G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’accusa, in questa fase, è di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina nella città di Roma e, in particolare, nel quartiere di Tor Bella Monaca. Organizzazione che grazie allo spaccio, in periodo pre Covid, guadagnava oltre 200.000 euro a settimana. E aveva pure una raffineria di cocaina a Fiano Romano.

Per arrivare a questo ultima fase di arresti ci sono volute indagini serrate per la raccolta di elementi che provassero le colpe degli arrestati. Questi personaggi sono finiti in manette proprio all’alba del 4 maggio 2021.

Ad agire i Carabinieri del Gruppo di Frascati, supportati dai militari del Gruppo di Roma, della Compagnia di Monterotondo, di Bracciano e di La Spezia. L’operazione ha interessato oltre 200 Carabinieri aiutati da reparti cinofili, un elicottero dell’Arma e personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.

L’organizzazione di questo gruppo di criminali

Come spiegato dalla Legione Carabinieri Lazio – Comando Provinciale di Roma, fin dagli inizi dell’attività investigativa gli inquirenti hanno avuto modo di comprendere che l’attività di spaccio che si sviluppava in via Camassei, non era attribuibile a episodi sporadici di singoli pusher, ma che vi era una vera e propria organizzazione criminale, con a capo un’unica famiglia del posto, gerarchicamente strutturata. Le indagini sono partite dalla base dell’associazione, ovvero dai pusher presenti giornalmente sulla piazza di spaccio, dalla quale si è riusciti a mappare i ruoli e gli incarichi dell’associazione a delinquere, anche grazie a una capillare copertura intercettiva, a servizi di osservazione e a una paziente ricostruzione delle dinamiche interne.

Il gruppo di criminali e la sua struttura familiare permetteva a questa organizzazione di resistere a diversi “colpi”, a diverse e precedenti operazioni delle Forze dell’Ordine che nel tempo avevano catturato e arrestato altri affiliati e sequestrato partite di droga.

I vertici del sodalizio hanno adottato puntualmente mirati accorgimenti finalizzati a rendere l’associazione impermeabile all’attività investigative – sottolinea il Comando provinciale di Roma – utilizzando utenze telefoniche fittizie sostituite ad ogni arresto. Inoltre, al fine di garantire la lealtà degli appartenenti, i vertici dell’associazione fornivano contributi economici per la difesa legale e il sostentamento al detenuto e ai familiari, creando di fatto un “ammortizzatore sociale”.

L’organizzazione operativa di questa centrale di spaccio della cocaina aveva messo in piedi una funzionalissima piazza di spaccio a Tor Bella Monaca, una pianificazione praticamente aziendale con specifici turni lavorativi da otto ore per garantire l’operatività giorno e notte senza mai interrompere l’attività criminale: a ogni turno c’era un responsabile in seguito definito “capo turno”, unico autorizzato a interagire con i vertici del gruppo, della “famiglia”.

I profitti derivanti dallo spaccio, secondo quanto ricostruito dai militari del NORM-Nucleo Operativo e Radiomobile di Frascati, andavano oltre i 220.000 euro settimanali, con picchi nel week-end, quando ad acquistare la sostanza stupefacente erano anche giovani che si riversavano poi nei locali notturni della zona (periodo preCovid).

In oltre un anno di indagini, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Frascati hanno arrestato circa 85 persone in flagranza di reato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sequestrando oltre 4 chili di cocaina, 2 chili di hashish e circa 100.000 euro in contanti.

Gli investigatori sono anche riusciti ad individuare una raffineria della cocaina a Fiano Romano, località in cui veniva confezionato lo stupefacente pronto per essere venduto nella piazza di spaccio di via Camassei a Tor Bella Monaca.

Nel corso dell’operazione di questa notte tra 3 e 4 aprile 2021, i Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno anche dato esecuzione a due decreti di sequestro preventivo emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, togliendo dalla disponibilità dei vertici dell’associazione una tabaccheria e tre imbarcazioni. Quest’ultime, ormeggiate al molo di Fiumicino (Roma), per un valore stimato di oltre 400.000 euro, acquistate grazie ai guadagni arrivati proprio dallo spaccio di cocaina.

Quella conclusa operativamente adesso dai Carabinieri è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai militari e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca. Tutte azioni che hanno avuto lo scopo di smembrare consolidati gruppi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere, rendendolo terreno fertile, proficuo e tristemente noto per lo spaccio tra le palazzine popolari.

C’è una costante attenzione degli inquirenti su questo fenomeno

Come comunica lo stesso Comando provinciale di Roma, una costante è quella di portare avanti e svilupparela capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive a importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali e di individuare, immediatamente, nuovi vertici o gruppi, per stroncarne sul nascere qualsiasi tentativo di riorganizzazione o di subentro nella gestione di piazze liberate dalla rete degli spacciatori nel corso di importanti operazioni”.

Durante le fasi esecutive dell’Operazione Alcatraz alle prime ore di questa mattina, sono state fatte decine di perquisizioni, anche nei confronti di soggetti non colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare: tutto questo ha permesso di trovare e sequestrare circa 20.000 euro in contanti, centinaia di dosi di droga e 3 orologi di lusso.

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