A Piacenza è stato costituito il primo Comitato della Via Francigena Italia pro Unesco

Dall’Europa del Nord a Roma, poi giù fino a Santa Maria di Leuca e infine via verso Gerusalemme. La via Francigena è uno dei più antichi percorsi dedicati a pellegrini, uomini in armi, commercianti che dal Vecchio Continente raggiungevano i porti verso la Città Santa. Un percorso che era già ben noto ai tempi della Gallia Cisalpina e del Regno Longobardo, un transito che in Italia connetteva la Pianura Padana, lo Stato della Chiesa e i ducati del Centro peninsulare.

Quella che fu la prima Via Romea conosciuta poi come la “viamaestra” costellata di 79 tappe, è descritta in un ampio dossier per il riconoscimento della Via Francigena Italia come patrimonio Unesco.

A caldeggiare questa candidatura esponenti della cultura, etica e storia che a Piacenza si sono riuniti in un Comitato della Via Francigena Italia pro Unesco – primo comitato italiano a sostegno “Tratta Piacenza”.

Come sottolineato dallo stesso Comitato, il dossier sulla Via Francigena in Italia vede riunite la Regione Toscana come capofila, insieme a Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e recentemente il proseguimento in Campania e in Puglia.

Su 3.268 chilometri di strada che si snoda da Canterbury fino a Santa Maria di Leuca, oltre 1.800 si trovano in Italia. Come fanno notare i componenti del comitato, Piacenza è un noto crocevia romano e medievale su cui hanno gravitato per secoli tutte le viemaestre che univano il nord e il sud, l’est e l’ovest della penisola italiana: un centro nevralgico di migliaia di pellegrini che qui transitavano ogni anno. La Città divenne snodo vitale già con la primigenia via Aemilia fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido nel II secolo a.C. per connettere Piacenza con Ariminum (Rimini). E ancora, la via Postumia e la via Retia o via Regia Pompeia.

Il lavoro da fare per rendere la Via Francigena in Italia parte dei siti Unesco

Prima iniziativa del Comitato – referente il piacentino Giampietro Comolli – è quella di affiancare l’impegno dei sindaci dei nove comuni di Alseno, Calendasco, Carpaneto, Fiorenzuola, Piacenza, Pontenure, Cadeo, San Giorgio, Rottofreno, tutti centri urbani che segnano il percorso maestro.

Il sodalizio deve supportare, valorizzare e promuovere la “Tratta Piacenza”, di 76 chilometri, alla richiesta di candidatura del tratto italiano della Francigena a Patrimonio dell’Unesco promosso da AEVF-Associazione Europea delle Vie Francigene (link).

L’iniziativa prevede di attivare tutti i rapporti nazionali con potenziali stakeholder per creare un movimento d’opinione locale che, con comunità di intenti, sostenga le strutture presenti lungo il percorso.

Il coinvolgimento dei privati, secondo lo spirito del Comitato,ha un valore fondante non solo per offrire fiato nazionale e internazionale al riconoscimento di Unesco, ma soprattutto iniziare a definire un insieme di azioni concrete e di misure per la Tratta Piacenza Francigena. Innanzitutto tutela, cura e valorizzazione di tutti i simboli storici, architettonici, convittuali e produttivi nel distretto francigeno piacentino“.

Grazie anche alla documentazione libraria e cartografica messa a disposizione dalla Banca di Piacenza che ha offerto al Comitato un supporto di segreteria e grazie ad analisi dei documenti dell’alto Medioevo (IV°-XIV° sec. d.C.), dai primi studi è emersa una distintiva, unica e autentica funzione svolta dalla “Tratta Piacenza” nello sviluppo dell’intera Via Francigena.

Una funzione di mutazione e adattamento storico-epocale del percorso in termini itineranti e di cammini diversificati, adeguati e rispondenti, appunto, a successivi fatti storici, eventi bellici, calamità naturali e sanitarie, con la presenza di decine e decine di refettori e mense conventuali e monasteriali, attraverso una ospitalità sussidiaria e sostenibile diffusa dagli ostelli ai castelli, con scorte e disponibilità di cibo locale offerto a seconda delle epoche e delle stagioni, basato su metodi di conservazione naturale e duraturo… un fattore non presente nelle altre tappe.

Non per nulla, sin da tempi remoti, Piacenza è anche capitale dell’importanza del “cibo e vino” per gli antichi pellegrini fino a quelli contemporanei. Tanto che la stessa Piacenza è candidata a capitale italiana della “conservazione del cibo”, in quanto monasteri, castelli, conventi, oratori hanno sempre scoperto l’uso di tecniche e metodi di conservazione del cibo per garantire alimentazione e nutrizione sana a pellegrini, mercanti, viandanti e abitanti.

Tra gli altri obiettivi del Comitato c’è pure, dopo la definizione del tema culturale ambientale autentico, la definizione di un marchio che caratterizzi l’intero distretto pianura-collina.

Comitato Scientifico Culturale Volontario “TrattaPiacenza” Via Francigena Distretto Cluster
Sede Piacenza c/o Famiglia Piasinteina via San Giovanni 7
Presidente Contact Giampietro N. Comolli +393496575297

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    La via Francigena è nella to-do list… e questa lista si riempie e basta senza svuotarsi! 😅

    Piace a 1 persona

    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Riempire, riempire! 😄😄

      Piace a 1 persona

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