Covid-19, vaccinarsi a Roma? Impossibile per ignoranza e cattivo trattamento del paziente: se si dice che si è allergici, rifiutano il servizio. Un caso al Columbus Gemelli

È accaduto al Columbus-Gemelli, Roma, il pomeriggio del 14 marzo 2021. Il caso riguarda direttamente mia madre, ultraottentenne. Come era corretto fare, lei ha indicato che è un soggetto allergico, ha avuto due episodi… ma non ha neppure fatto in tempo a spiegare bene. L’hanno mandata via e senza nessuna educazione. Sbrigativi. Nei fatti, molti anni fa mia madre ebbe una reazione a un complesso di vitamina B e una successiva al Bentelan. Sarebbe bastato, quindi, un’attenzione in più durante la somministrazione del vaccino. Per mia madre, come per tutti quelli della sua classe d’età, il preparato della Pfizer.

Quindi, attenzione: se all’ospedale Columbus Gemelli dite di avere allergie, vi manderanno via senza tanti complimenti e neppure vi faranno parlare più di tanto. Ogni tentativo è stroncato. È accaduto.

Eppure ci sono precise linee guida per questi casi. Forse all’ospedale romano non le conoscono? Assurdo.

Come sottolineato dal QuotidianoSanità.it, per gli esperti dell’Aaiito (link)-Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e della Siaaic (link)-Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica, non è corretto escludere “tout court” dalla vaccinazione i soggetti allergici, serve invece una osservazione prolungata, ma in generale è bene trattenere tutti i vaccinati anche non a rischio per almeno 15 minuti dopo la vaccinazione.

I pazienti con reazioni anafilattiche severe da sostanze e farmaci o con mastocitosi e asma bronchiale non controllato possono eseguire la vaccinazione anti Covid, ma hanno bisogno di una gestione più specifica ed individualizzata che comporta, ad esempio, l’osservazione prolungata, la premedicazione o la stabilizzazione della malattia di base”.

Questa è solo una delle indicazioni contenute nelle Linee guida (link) tracciate dall’Aaiito e dalla Siaaic.

Ma al Columbus Gemelli non sanno nulla di tutto ciò… ignorano del tutto, ti mandano via e non ti vaccinano contro il Covid.

Prima di raccontare cosa è accaduto a mia madre, tengo a riportare un altro passo dell’articolo (link) sul QuotidianoSanità.it.

Nel recentissimo Rapporto Aifa sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19, in un mese sono stati riportati 13 casi di anafilassi/shock anafilattico al vaccino Pfizer-BioNTech. Dodici casi tra le donne e 1 caso in un uomo, con un’età media di circa 45 anni. Tutti sono stati rapidamente assistiti e trattati presso il centro vaccinale dove è avvenuta la vaccinazione o immediatamente trasferito in pronto soccorso. Di questi 3 casi avevano una storia clinica di allergia, prevalentemente a pollini e alimenti, un caso aveva già avuto una pregressa reazione allergica ad un altro vaccino.
 
“L’età media delle persone che hanno avuto queste reazioni è stata di 40 anni e i sintomi sono comparsi nel giro di 13-15 minuti – afferma Beatrice Bilò co-autrice assieme a Francesco Murzilli Gabriele Cortellini delle linee guida Aaiito l’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri e Siaaic la Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica – a tal proposito riteniamo che sia corretta la decisione delle autorità sanitarie di trattenere i pazienti per almeno 15 minuti dopo la vaccinazione”.

Premessa e svolgimento dei fatti in un triste pomeriggio al Columbus Gemelli

A gennaio 2021 io stesso avevo scelto per mia madre un appuntamento che fosse in un ospedale, in questo caso il Columbus Gemelli. Così, se lei avesse avuto anche un minimo di reazione all’iniezione, il nosocomio sarebbe stato clinicamente preparato all’evento.

Se non avessi avuto questa attenzione, avrei potuto scegliere una clinica sulla Nomentana, a pochi passi da casa (invece di attraversare mezza Roma), in data ancora più anticipata. Volevo tutelare ulteriormente mia madre e ho preferito un ospedale. Il Gemelli è ben noto.

Purtroppo ho sbagliato.

Mia madre è stata proprio mandata via dal Columbus Gemelli e senza neppure tanti “complimenti”.

Ambiente improvvisato sin dall’ingresso. Gli appuntamenti sono codificati dal portale della Regione, ognuno con un suo numero di codice e in un orario esatto. Invece, ecco il solito capannello (definibile assembramento) davanti alla porta a due battenti, con la guardia giurata pronta a proibire agli eventuali accompagnatori di passare con il paziente-familiare da vaccinare. Sottolineo invece che all’Ospedale San Giovanni – e non solo in questo – gli ultraottantenni possono essere accompagnati da una persona.

Al Columbus Gemelli le persone non vengono chiamate per ordine d’appuntamento, ma con un iniziale e generico, “avanti gli ultraottantenni!“. Si perché ad attendere ci sono anche persone più giovani, operatori sanitari e di altre categorie cui oggi spetta l’essere vaccinati.

La donna (medico o infermiera: non s’è capito) riceve mia madre in una stanza-loculo e sta per procedere. Mia madre, in tutta onestà, sottolinea quanto aveva già scritto nei moduli (che l’operatrice non ha letto), che è un soggetto allergico rimarcando che si è portata una scatola di Betacortene compresse da 5 mg.

Apriti cielo!

No signora, non glielo faccio il vaccino!“, dice l’operatrice sanitaria del Columbus Gemelli.

Mia madre si paralizza, cerca di intervenire e la tipa rincara: “Niente vaccino, Lo facciamo per lei. Semmai se vuole aspettare un po’, si faccia poi l’AstraZeneca!“.

Incredibile…

Detto questo, la donna invita ancora mia madre a farsi l’AstraZeneca (che non è indicato per gli ultraottantenni), vaccino che somiglia più a quelli tradizionali e sul quale (anche se per un solo lotto) ci sono delle verifiche in corso.

Al Columbus Gemelli sono impazziti? Non sono attrezzati in caso di reazioni allergiche anche minime? In quel celebre ospedale?

La donna (medico o infermiera? Me lo domando ancora) non ha rilasciato dichiarazione scritta sulle motivazioni riguardanti il rifiuto di praticare il vaccino, quindi non sappiamo neppure come si chiama. Comunque, doveva motivare per iscritto la sua decisione. Di contro, si è presa tutti i moduli che mia madre aveva portato con sé per fare il vaccino. Mamma, in piena confusione e depressa, oltre che arrabbiata, è voluta uscire e neppure ha insistito per avere documentazione e nome dell’operatrice vaccinante.

Mia madre è depressa, ma dopo alcune ore si sta riprendendo. Rimane la rabbia. Si vede già rinchiusa per sempre in casa, unico modo per salvarsi, alla sua età, dal contagio da virus Sars-COV-2. “Mi vogliono far morire? Mi devo sigillare in casa?, dice arrabbiata e presa dallo sconforto.

Non è possibile che lei sia l’unico soggetto che soffre di alcune reazioni allergiche cui il Sistema Sanitario neghi il vaccino. Tantissimi altri come lei, alla sua età, lo hanno fatto!

Oltretutto, lei è già frequentatrice di ospedali per due fratture e per un altro problema: ogni volta che le dovevano somministrare qualcosa, la tenevano sott’occhio, anche quando dovette fare l’Eparina per quelle fratture in modo da evitare la formazione di trombi.

Invece, un rimedio salvavita come il vaccino anti Covid-19, si rifiutano di praticarglielo?

Imperdonabile e assurdo. Oltretutto un’organizzazione penosa, atteggiamenti sbrigativi e bruschi al Columbs Gemelli di Roma.

Un fatto che fa venire subito nostalgia per la Sicilia. Mia zia Adelaide, anche lei tipo con allergie, s’è fatta la prima dose del vaccino Pfizer all’Ospedale Cannizzaro di Catania. La zia entusiasta, uscita da quel reparto incantata, l’ha descritto come fosse stata una sezione ospedaliera svizzera, pulitissima, efficiente. Tutti gli operatori estremamente gentili.

A Roma, in una struttura come il Columbus Gemelli è stato tutto l’opposto.

Vergognoso.

Così mia madre ha perso il turno per farsi il vaccino. Bisogna ricominciare tutto daccapo. Ma non sarà al Columbus Gemelli dove, purtroppo, tra pochi giorni dovrò portare mio padre, sempre per il vaccino: l’appuntamento è già fissato da gennaio…

Post scriptum: forse perché era domenica e non tutti lavoravano nonostante l’emergenza sanitaria, ma al Columbus Gemelli alle ore 14 erano in pausa. Apertura ore 14,30. Mia madre aveva l’appuntamento alle 14,50 ma siamo arrivati prima. Tutto sigillato. Voglio sperare che fosse un luuuuungo momento di pausa per un accuratissimo-issimo momento di sterilizzazione delle postazioni… nell’attesa ha pure iniziato a piovere, la pensilina piccolina per i tanti davanti a quelle porte, anche a inizio vaccinazioni avviato.

22 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giusy ha detto:

    vabbè ma è vergognoso! Ho assistito a vaccini fatti a persone vicine e ho sentito di persone allergiche. Il vaccino è stato fatto, semplicemente li hanno tenuti più tempo in osservazione dopo e per quanto concerne file o disagi, nulla di tutto ciò. I vaccini sono stati fatti “su prenotazione” aspettando massimo 10 minuti, giusto il tempo di fare le varie uscite/ingressi. Sono senza parole e sono molto dispiaciuta, guarda.. soprattutto perchè si tratta di persone anziane!

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      E non posso scrivere qui apertamente di un sospetto che è venuto a me e ad amici…

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      1. Giusy ha detto:

        ah.. posso immaginare e credo che qualsiasi dubbio sia ora, lecito.

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  2. Camelia Nina ha detto:

    Ah ah ah!
    Perdona rido per non piangere

    Sono anni che accadono queste cose.

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Ma qui si tratta di un servizio salvavita. La cosa è ancora più grave. Per gli allergici esistono linee guida.
      In più: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

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      1. Camelia Nina ha detto:

        Conosco purtroppo ogni dettaglio di questi atteggiamenti.
        Caro Giuseppe, a questi non frega nulla della persona ma del gregge. E se per salvare le pecore si deve perdere qualche capo, pazienza!

        Astrazeneca poi?!?! Delirio! Il sistema immunitario di un ottantenne difficilmente riuscirebbe a “superarlo” indenne.

        È sperimentazione!!!

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          Infatti. L’AstraZeneca non è indicato per gli ultra ottantenni…

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          1. Camelia Nina ha detto:

            Eh… quanto ci sarebbe da parlare di tutto…

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            1. Giuseppe Grifeo ha detto:

              Mi piacerebbe capire chi era quella che non ha voluto vaccinare mia madre, che mestiere fa… non aggiungo alcune cosette che vorrei scrivere

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              1. Camelia Nina ha detto:

                Non si assumono responsabilità.

                Potrei raccontartene…

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                1. Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Guarda, dopo trent’anni di cronaca ne ho viste di tutti i colori, anche nel settore sanità

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  3. Camelia Nina ha detto:

    Ps mio padre ha fatto pfizer e kmq non potrà condurre una vita “normale”.

    Il film è in reica da decenni.

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  4. eleonorabergonti ha detto:

    Assolutamente vergognoso quello che è successo a tua madre. Quando succedono certe cose non si può fare a meno di rimanere senza parole e anche d’arrabbiarsi.

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      E ancora siamo in mezzo al mare:
      1) risolto il problema nei sistema del servizio sanitario regionale dove mia madre risultava come se avesse avuto la prima dose di vaccino (assurdi!);
      2) da risolvere il problema di una nuova prenotazione per la quale ci serve il certificato di un allergoloco… ma per adesso tutte le categorie d’età, a prescindere da quale vaccino debbano fare, non possono prenotare. Tutto bloccato probabilmente fino a lunedì 22 marzo per il pasticcio AstraZeneca

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      1. eleonorabergonti ha detto:

        Questa storia dei vaccini va di male in peggio, 😞. Però buono a sapersi che per poterlo fare si deve fare una certificazione dall’allergologo. Io, qualche hanno fa, ho avuto un’infezione all’orecchio che mi si era diffusa per metá faccia. Il medico, oltre ad un antibiotico, mi aveva prescritto anche una crema a base di cortisone. Risultato? Ho avuto una reazione allergica che, oltre al prurito che non passava, mi ha fatto gonfiare la metà faccia colpita dall’infezione. Ho dovuto subito sospenderla e farmene prescrivere un’altra senza cortisone. Credi che valga anche per la reazione al cortisone il fatto di mostrare la certificazione?

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        1. Giuseppe Grifeo ha detto:

          La certificazione solleva da ogni responsabilità l’operatore sanitario che ti deve fare il vaccino. Quindi, il processo viene portato a termine senza eventuali ostacoli (che generalmente non ci sono: amici e parenti allergici sono stati vaccinati senza certificato di un allergologo – sono stati osservati dal personale sanitario per un quarto d’ora e poi mandati a casa)

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          1. eleonorabergonti ha detto:

            Grazie infinite per la delucidazione, 🙏. La terrò presente quando arriverà il momento di vaccinarsi.

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    2. Giuseppe Grifeo ha detto:

      E sto ancora attaccato al telefono per risolvere… anche per questo riesco solo a scrivere qualcosa, ma poi sparisco da qui. Che pesantezza! Paese allo sbando

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      1. eleonorabergonti ha detto:

        Concordo: un paese che ti fa mettere le mani nei capelli per quanto è incasinato. Ti auguro di riuscire a risolvere e con buoni risultati questa situazione. Tengo le dita incrociate per te e ti auguro che tutto vada per il meglio, 🤞✌️.

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  5. andreaverdicaro ha detto:

    Ricordo ancora quando scrivesti la giornata trascorsa impegnato, davanti al PC, per prenotare il giorno del vaccino 🤦🏻‍♂️

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    1. Giuseppe Grifeo ha detto:

      Appunto… e oggi dopo aver portato mio padre a farsi somministrare la prima dose del Pfizer, devo ricominciare tutto con mia madre prendendo nuovo appuntamento.
      Comunque, dopo il casino che ho fatto scoppiare, oggi in questa stessa struttura nessun ostacolo agli accompagnatori, tutti estremamente gentili, cambiati radicalmente

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