Pescaria, da Polignano il fast food del pesce, del panino imbottito social e sostenibile, pieno di prodotti italiani di qualità, che cresce nel settore ristorazione

Pescaria ti porta il mare” – Sapore vero e unico da ingredienti di prima scelta, fiordilatte e gamberi, menù del crudo con ostriche sarde, tagliatelle di seppia, scampi e gamberi rossi, carpaccio di tonno al pepe. Per Pescaria (link), realtà in continua evoluzione nel settore della ristorazione, i panini sono con tartare di tonno o salmone, bistecca di pesce spada, orata alla griglia. Questo solo per fare alcuni degli esempi possibili.

Insomma, le due fette di pane diventano uno scrigno con dentro un tesoro per il palato. Un’avventura piena di piaceri andando alla scoperta di una gustosa e ampia combinazione di sapori accompagnando il tutto con altri piatti e soluzioni diverse, dal crudo appunto, al pesce arrosto e alle fritture.

Tra i diversi esempi del menù di stagione, le friselle di mare (con dentro tonno, salmone, gambero, polpo, carpaccio di tonno al pepe nero) e i panzerottini di mare (gambero e polpo) o la tagliata di pesce bianco e caciocavallo (200 grammi di filetto di Cobia o Black Kingfish – carne di pregio che nell’aspetto è simile al pesce spada, ma più rosea e compatta, gusto più delicato, ricca di Omega3 – in crosta di caciocavallo, spinacino saltato e cipolla caramellata).

 Panino-scrigno con dentro tartare di gambero rosso, bufala, maionese al frutto della passione, insalata di spinacino con olio e limone, mela murgina, granella di pistacchio e chips di carote di Polignano

Il fenomeno è in piena espansione e si avvale anche servizio delivery, quindi consegna a domicilio o del take away, ritiro diretto al punto vendita.

Tutto è iniziato cinque anni fa in quel di Polignano a Mare (Bari) in piazza Aldo Moro, 6/8, poi Milano (via Nino Bonnet, 5 aperto nel 2016 e via Andrea Solari, 12 inaugurato nel 2018), Torino (via Accademie delle Scienze, 4 in un locale a due piani aperto nel 2019), Roma (via Leone IV, 14), Bologna (via Nazario Sauro, 12), Trani con punti vendita aperti a settembre.

Ai primi del 2021 un’altra inaugurazione all’orizzonte, quella a Napoli (Lungomare Caracciolo).

Old but gold con dentro gamberoni, melanzana infornata, fior di latte, pancetta Santoro, chips di patate, rucola fresca, salsa artigianale con ketchup e maionese della casa

É un momento estremamente difficile per la ristorazione, ma queste storie di successo rincuorano e fanno ben sperare: bisogna avere spalle forti e proporre originalità e alta qualità utilizzando molto gli strumenti concessi dalle limitazioni anti Covid-19, oltre a una forte presenza sui social dove promuovere l’attività, le offerte, i prodotti.

Su questo Pescaria ha fatto centro e continua a evolvere grazie anche alle iniziative “Pescaria ti porta il mare” e “Accorciamo le Distanze” messe in campo su piattaforme digitali dedicate (link delivery Pescaria) per poter prenotare e farsi portare a casa le combinazioni di gusto più desiderate.

Al Pescaria di Torino, da sinistra, Lucio Mele, Bartolo L’Abate, Domingo Iudice

Tre i nomi che stanno dietro a questo marchio di successo:

Bartolo L’Abbate, ben noto commerciante del settore ittico, titolare di diversi locali della ristorazione a Polignano;

lo chef Lucio Mele che nel 2012, a soli 32 anni, si è assicurato il titolo di Bib Gourmand (con il suo ristorante “Il Sale Grosso” a Bologna) riconoscimento che la Guida Michelin assegna a locali che si distinguono per la qualità della ristorazione con menu completo a meno di 30 euro;

Domingo Iudice al vertice dell’agenzia di comunicazione e marketing Brainpull (link).

Il tutto si è trasformato in un mix vincente tra chi ha messo la materia prima di qualità, gli ingredienti migliori, chi ha dato sfogo alla sua inventiva e capacità di abbinare i sapori in maniera avvincente e chi ha fatto della sua missione di vita quella di comunicare al meglio riuscendo a trasmettere la bontà e l’originalità dei prodotti.

La sostenibilità di Pescaria viaggia su più aspetti. Innanzitutto, il marchio ha rinunciato completamente alla plastica. Come sottolineano dall’azienda, “è il primo format in Italia completamente plastic free: da dicembre 2018 Pescaria ha scelto di rinunciare alla plastica monouso risparmiando circa 6 tonnellate di plastica al mese per punto vendita. Al posto della plastica, ecco posate e bicchieri in PLA, materiale derivato dal mais perfettamente simile alla plastica, ma in tutto e per tutto biodegradabile e compostabile“.

In più, l’azienda ha aderito al Sustainable Restaurant Program di Friend of the Sea (link), progetto WSO World Sustainability Organization. In questo modo ha ottenuto la certificazione dell’organizzazione con la promozione di buone pratiche di consumo ecosostenibile del prodotto ittico e sostegno a realtà della pesca e dell’acquacoltura certificate.

Lo scorso ottobre Pescaria è stata proclamata da Forbes tra le 50 imprese italiane più influenti in Facebook: alle ore 19,09 del 27 novembre 2020, proprio nella pagina (link) di questa realtà della ristorazione meridionale che ha saputo affermarsi in più punti di tutta Italia, si potevano contare 229.036 persone che avevano lasciato il loro “mi piace (231.824 seguono la pagina). Tutto questo senza contare le pagine Facebook dei singoli punti vendita d’Italia.

L’impresa dà lavoro a 200 persone e, come sottolineato dal Sole24Ore, ha raggiunto un fatturato di 10 milioni di euro.

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